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Pubblicato il 20 dicembre 2016

LES FLEURS DES MALADIVES Intervista a Dav: "con Max Zanotti abbiamo voluto registrare un disco che “suonasse da 2017” ma che avesse un cuore anni '70"

I Les Fleurs des Maladives con il loro album di debutto "Medioevo" uscito nel 2013 hanno conquistato il pubblico e avuto delle belle soddisfazioni. Ora sono pronti a tornare con un nuovo album prodotto da Max Zonotti e un accordo discografico con l'etichetta Ostile Records. Un'occasione questa per parlare con il frontman Dav di tutte queste novità e scoprire cosa ci riserveranno per il 2017 i Fiorellastri .

 

 

Intervista a cura di AngelDevil 

 

Ciao, sono ormai trascorsi tre anni dall'uscita del vostro primo album “Medioevo”, lavoro che a mio parere si è fatto ben notare ed apprezzare da molti, qual è stata, fino ad oggi, la soddisfazione più grande in seguito a questo lavoro?

Il nostro primo album ci ha dato davvero moltissime soddisfazioni, prima di tutte l'averci fatto conoscere e apprezzare da tante persone, alcune diventate nel tempo veri e propri amici, con cui siamo sempre in contatto attraverso i nostri canali social. Forse però la soddisfazione più grande è stata quella di essere premiati da Amnesty International durante il festival “Voci per la Libertà” per la nostra canzone “Dharamsala” che tratta il difficile tema del genocidio tibetano. Per una band che come noi vuole fare musica di contenuto questo è stato un grandissimo riconoscimento.

 

Infatti c'è da esserne davvero soddisfatti e fieri per questo importante riconoscimento. I Les Fleurs des Maladives, o i Fiorellastri, come vi chiamano ormai da un po' di tempo chi vi segue, hanno delle belle novità per tutti. Prima di tutto so che uscirà un nuovo album nel 2017 con Ostile Records, puoi raccontarmi come e perchè la scelta di far uscire il vostro nuovo album con loro?

Quando abbiamo cominciato a far girare il nuovo materiale tra gli addetti ai lavori abbiamo ricevuto ottimi riscontri ed alcune interessanti proposte ma lavorare con Ostile Records ci è sembrata da subito la scelta migliore. È una realtà composta da persone con cui ci siamo trovati in sintonia sin dal primo incontro e con un orientamento artistico cucito addosso al nostro progetto: rock di qualità con testi in italiano. Basti dire che il roster di Ostile vanta due delle band più fighe del panorama musicale italiano: Blastema e Casablanca.

 

Avete già una data indicativa sull'uscita del nuovo album?

Assolutamente si: l'uscita del nuovo album è prevista per MARZO 2017 e sarà anticipata da un primo singolo.

 

Ma le novità non finiscono qui, il nuovo album è prodotto dal grande Max Zanotti (Deasonika, Rezophonic, Casablanca). Come è nata questa collaborazione e come vi siete organizzati nel lavorare con lui? Come vi ha seguito e consigliato?

Abbiamo la fortuna di conoscere Max di persona dato che anche lui è di Como come noi e capita spesso di incrociarsi nei locali e durante gli eventi ma come tutte le collaborazioni più belle è nato tutto completamente per caso. Poco più di un anno fa avevamo finito di registrare i provini di alcune nuove canzoni con in testa un po' di idee riguardo al taglio che avrebbe dovuto avere il nuovo lavoro, così, complice una data assieme ai Casablanca, ci siamo confrontati con lui per qualche consiglio e un parere sui brani. Dopo aver ascoltato le pre-produzioni ne è rimasto così colpito che ci ha detto senza ammettere repliche di voler prendere in mano l'intero progetto e di voler diventare il nostro produttore artistico per il nuovo album. Noi non potevamo essere più felici ed onorati di così: seguiamo da anni il lavoro di Max, lo stimiamo profondamente sia in qualità di artista che di produttore e a ben vedere questo disco non poteva che essere seguito da lui.

I patti sono stati chiari fin dal principio: volevamo tutti un disco che “suonasse” e “parlasse” di Rock'n'Roll partendo dalle sonorità e dall'impatto che contraddistinguono la band dal vivo e seguendo il filo concettuale dei testi che avevo scritto. Abbiamo quindi affrontato l'intero processo creativo e di registrazione puntando sull'originalità e l'autenticità delle canzoni piuttosto che su artifici “da studio”, con un approccio del tipo: “se non funziona suonato dal vivo, non funziona e basta”. Essendo noi una band di soli tre elementi la sfida è stata davvero stimolante!

Così noi tre e Max ci siamo chiusi in sala prove per sei mesi facendo lunghissime sessioni: registrandoci, riascoltandoci e modificando i provini dei brani in ProTools fino ad assemblare vere e proprie tracce-Frankestein composte da spezzoni delle varie versioni in modo da capire quale parte suonasse meglio assieme alle altre. È stato un lavoraccio ma ci siamo divertiti moltissimo.

Questa fase è poi stata fondamentale per prepararci ad affrontare il lavoro in studio di registrazione dato che anche lì volevamo conservare intatta l'energia “live” facendo poche take di ogni brano e ricorrendo solo agli edit strettamente necessari. Si può dire che con Max abbiamo voluto registrare un disco che “suonasse da 2017” ma che avesse un cuore anni '70: utilizzando poco (se non per nulla) i classici aiuti da studio (editing, plug-in digitali, ecc) e riversando tutto il mix sul nastro del bellissimo Studer A80 dell'EMIT Studio.

In questo modo ci siamo potuti concentrare molto di più sui nostri suoni e devo dire che il risultato finale si sente: il nuovo disco ci rappresenta nel modo più completo ed anche Max è estremamente soddisfatto del lavoro tant'è che di recente ha dichiarato che la nostra è stata “una delle produzioni più rock a cui abbia mai lavorato”. Se lo dice lui c'è davvero da credergli.

 

Come accennavi uscirà a breve un singolo, cosa puoi anticipare a riguardo?

Si, tra pochissimo usciremo con un primo singolo accompagnato da un videoclip di cui siamo innamorati dato che porta in scena una delle nostre passioni fondamentali oltre la musica: il cinema. Non posso svelarti di più ma, assieme al registra Francesco Collinelli (che ci ha seguito anche per il video di “Amoxicillina” del precedente disco), abbiamo voluto omaggiare una delle nostre pellicole cult preferite.

 

Quanto è stato difficile uscire da “Medioevo” per immergersi nel nuovo album? È cambiato qualcosa a livello di approccio alla composizione?

In realtà finito di registrare “MEDIOEVO!” ci è venuto subito da scrivere nuovo materiale quindi non c'è stato un vero e proprio stacco compositivo. Direi più che il nuovo disco è la naturale prosecuzione di quello precedente e raccoglie in sé tutti i nuovi elementi e le esperienze che abbiamo vissuto nell'ultimo periodo. Ad esempio mi è capitato di scrivere tutto il testo e la linea melodica di una canzone in furgone sul viaggio di ritorno dopo che suonammo ad un festival la scorsa estate, oppure di ispirarmi per il testo di un altro brano ad un importante e tragico evento accaduto di recente.

Se devo dirti la verità anche ora che abbiamo appena finito di registrare il secondo album abbiamo già parecchi spunti per nuovi brani: nei FLEURS la composizione è un processo continuo!

 

Se si fa un collegamento tra il precedente lavoro e quello nuovo, secondo voi a quale pubblico s’indirizza la vostra proposta musicale?

Dal punto di vista artistico la nostra musica si rivolge a tutti: è messaggio che abbiamo l'urgenza di consegnare nelle orecchie di più persone possibile. Proprio per questo non abbiamo mai voluto fare musica di nicchia: vogliamo che le nostre canzoni parlino alla gente e cerchiamo sempre di instaurare una comunicazione biunivoca tra noi che suoniamo e chi ci ascolta. Oggi si è innescata una vera e propria guerra tra generi musicali con un pubblico così fortemente compartimentato nei propri gusti che sfiora l'integralismo ed impedisce la creazione di zone “grigie”: o sei “bianco” o sei “nero” e questo rende molto difficile proporre qualcosa di veramente nuovo o anche solo di diverso da quello che “va di moda”. Noi cerchiamo semplicemente di scrivere buona musica puntando tutto sulla qualità delle nostre canzoni e rendendo le nostre performance live un'esperienza forte ed emotivamente coinvolgente.

 

Se la vostra musica fosse un’emozione quale sarebbe?

Un lungo, pieno ed appagante orgasmo.

 

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

Al momento stiamo lavorando per preparare un release party esplosivo con una scaletta piena di sorprese e con alcuni ospiti importanti. Comunicheremo tutti i dettagli sui nostri canali ufficiali prossimamente ma le coordinate spazio-temporali sono: Milano, fine marzo. Ovviamente tu e lo staff di Rock Rebel Magazine siete ufficialmente invitati! 

 

Ci saremo sicuramente! Grazie per la disponibilità e le anticipazioni del nuovo album. Vuoi chiudere questa intervista con messaggio speciale?

Grazie a te! Il nostro messaggio speciale non può che essere uno solo: ROCK'N'ROLL!