CONDIVIDI

 

CYNIC


Chimpspanner + One Leg Man

 

Rock 'N' Roll Arena, Romagnano Sesia (NO) - 10 Dicembre 2011

 

Report a cura di Andrea Evolti

 

Sperimentazione, virtuosismo, ricerca compositiva, il tutto per il ritorno in Italia dei monumentali Cynic di Masvidal e Reinert, freschi di un nuovo, intrigante EP ed accompagnati da due formazioni veramente particolari, e non poteva essere altrimenti, vista la natura del combo della Florida e l'attesa spasmodica (con il RNR Arena quasi pieno) di rivederli nel nostro paese da headliner.

 

Rompono il ghiaccio gli italiani One Leg Man, un four piece di grande talento che mescola una base di groove-metal con sonorità tra A Perfect Cirle e Korn, unite all'esuberanza chitarristica di SOAD e Protest the Hero. Grande impatto e grande tecnica, con il chitarrista Chicken Breast a dominare la scena con assoli e passaggi entusiasmanti, assieme alla voce duttile e calda di Chupacabra. ( brani e gran successo per loro. Da seguire con grande attenzione.

 

Cosa possono suonare 4 britannici, molto flemmatici e con alla batteria il sosia di Shaggy della serie Scooby Doo? Ovviamente instrumental extreme progressive metal. Ok, detto così è destabilizzante, ma vi assicuro che gli inglesi Chimpspanner sono una delle band più sorprendenti (e con il logo più brutto, perdonate) che, attualmente, si possano ammirare in giro. Progetto che gira tutto attorno al virtuosistico chitarrista Paul Ortiz, i Chimpspanner si dimostrano non solo virtuosi e particolari, miscelando Gordian Knot, Spastik Ink, Portrait, Spiral Architect e Cynic, ma anche di grande impatto e creatività, riuscendo a realizzare brani che, nonostante l'assenza di cantato, catturano sin dal primo ascolto, a dispetto della grande complessità. Altra formazione emergente da segnare sulla propria agenda da cripto-zoologo, per gli esemplari sconosciuti ma preziosi.

 

Cynic vuol dire, dal 1993, creatività e coraggio, voglia di superare i limiti esterni, per cercare nuove frontiere dentro di sé. Per questo non poteva essere che un boato l'accoglienza del pubblico per le prime note d'introduzione che la band di Masvidal e Reinert, supportati live da Griffin al basso e Phelps all'altra chitarra ed alle voci growl, estrapola dalle loro ultime, eteree e ricercate creazioni, prima di attaccare con brani tratti da Traced in the Air, tra i quali spiccherà la stupenda Evolutionary Spleeper. L'entusiasmo più acceso, però, si registra per le track della pietra miliare Focus, come I'm but a Wave to..., How could I e Veil of Maya, l'apice, finora, della loro creatività, bilanciamento perfetto fra la loro matrice death tecnica e la voglia di aprirsi alla sperimentazione fusion, jazz ed ambient. I brani dell'ultimo Carbon-based Anatomy, infatti, sono tremendamente affascinanti ma, forse, eccessivamente eterei, visto che una track come Box up my Bones, è sì perfetta in sé nel suo onirico articolarsi tra scale e suoni avvolgenti e meditativi, ma non può da sola rappresentare quella complessità che si può apprezzare dei Cynic, protagonisti di una prova assolutamente magistrale, quando si producono nei pezzi di Focus, mostrando un Reinert assolutamente gigantesco nel tessere ritmi tirati e complessi e Masvidal e Phelps impegnati a colpire di ritmica e poi danzare su assoli fluidamente tortuosi. Concerto stellare, che ha strappato applausi e tolto il fiato, ma ha anche posto un quesito nella mente di ogni fan della band di Orlando: verso quale pianeta musicale andranno i Cynic, ora? E, soprattutto, con quale mezzo, con quale filosofia e visione? Non si chiede di ripetere Focus, ma, forse, spera in un'esplorazione che batta la misteriosa e splendida strada iniziata, con tanto coraggio, nel 1993.