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ROCK IM RING

 

Arena Ritten di Klobenstein (BZ) 08/09 luglio 2011

 

A cura di Andrea “Canthc” Cantelli

 

L’estate è nel suo pieno ed anche per me arriva il momento di cominciare quella che sarà una lunghissima serie di festival estivi. Non potrei chiedere un inizio migliore infatti per inaugurare questa sequenza di concerti vado a celebrare il ritorno in Italia dopo sei anni di una delle mie bands preferite in assoluto, i Beatsteaks da Berlino. Parto con il cugino Ple (oggi è una trasferta di famiglia) di buona mattina, per evitare eventuali code, ma già sull’ A14 capisco che siamo gli unici in controtendenza a lasciare Rimini per andare verso il Trentino, e il viaggio scorre veloce, tant’è che arriviamo nella ridente Klobenstein con un anticipo imbarazzante per due punk-rocker e quindi decidiamo di intrattenerci in un bar locale a bere dell’ottima birra Forst e dove tra l’altro alcune facoltose signore piemontesi cercano di imbroccarci, ma vista la loro età (la più giovane aveva 83 anni!) decliniamo con garbo.

 

Ma veniamo al festival, che si svolge in un arena in questa piccola località a quindici Km di tornanti da Bolzano, una cornice veramente suggestiva, peccato che l’organizzazione non abbia risposto alle mie mail e mi sia dovuto organizzare direttamente con il gentilissimo staff dei Beatsteaks per avere un pass che mi permettesse di fare foto all’evento.

Mi perdo le prime due band del festival, in quanto dovevo smaltire il mal di testa datomi dalla birra Forst, montare la tenda della per la notte e cominciare a guardare un po’ di ragazze. La prima band che quindi mi vedo sono i The Fire, gruppo che sinceramente non ho mai seguito moltissimo, anche se sono un grandissimo fan della vecchia band di Olly (cantante dei The Fire) gli Shandon. Il pubblico purtroppo è ancora poco e non molto partecipe, ma la band non sembra curarsene e porta a casa un buono show. Olly e compagni sono proprio in forma e mi sento un po’ colpevole per non aver ancora approfondito il loro sound.

Neanche il tempo di ricominciare a bere e spendere tantissimi soldi al merch dei Beatsteaks che arriva il momento dei Total Chaos da Los Angeles. Sono fan di questa band da tantissimi anni (dalle prime uscite sotto Epitaph), ma la dimensione festival non credo proprio che gli appartenga, infatti credo siano un gruppo che debba essere visto in una situazione a loro più congeniale, come un piccolo locale o ancor meglio un centro sociale, e infatti hanno un po’ sofferto l’eccessiva distanza dal pubblico, per loro stessa ammissione avendo parlato con loro dopo lo show. Insomma presto saranno dalle nostre parti, andate a vederli e vi prometto che non vi deluderanno…io stesso li tornerò a vedere quando saranno a Bologna.

 

Ed ecco che con il calare delle tenebre, arriva il momento clou della serata, infatti è finalmente il momento dei Beatsteaks di salire sul palco e lo fanno nel modo migliore sulle note di “As i Please”, di li lo spazio e il tempo mi si confondo per un ora e quaranta (la durata dello show) che passo a vedere estasiato Arnim e soci. Sono passati dodici anni dalla prima volta che li ho visti dal vivo e la loro energia non è affatto diminuita, e in più sono cresciuti artisticamente in maniera esponenziale. Durante il loro show sparano qua e la hit e pezzi minori composti nei loro sedici anni di carriera, “Jane Become insane”, “Panic”, “Milk Honey” e la sentittissima “Hey Du” cantata in tedesco per citarne alcune. Poi ovvio da fan sfegatato quale sono mi sarei aspettato qualche canzone che non è stata proposta come “Monster” o Mietzi song” ma non mi posso ritenere per nulla deluso da quanto visto, anzi lo metto nella top three degli show visti quest anno e di concerti ne vedo quasi tutte le sere! Certo mi fa riflettere un po’ come questa band da noi in Italia sia sottovalutata e non sia neanche riuscita a trovare distribuzione per il loro ultimo disco, mentre in Germania e nel Regno Unito inanellano sold out continui da diversi anni, ma certe domande ho smesso di pormele da parecchio tempo, penso sia meglio così.

 

L’after show si rivela distruttivo per il sottoscritto e i miei compagni, ma non credo il post sia inerente a questo report, quindi stacco qua ma non prima di non aver ringraziato ancora lo staff e il manager dei Beatsteaks per la disponibilità e la collaborazione.

Spero vivamente di poterli rivedere molto presto, e visto che qua in Italia sono snobbati, ne approfitterò per viaggiare un po’…che è la cosa che mi riesce meglio.

 

 

Andrea “Canthc” Cantelli

www.twitter.com/canthc

Pubblicato l'11 luglio 2011