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Pubblicato il 26 gennaio 2017

Live report SABATON + ACCEPT + Twilight Force @ Live Club, Trezzo Sull'Adda (MI) -  25 gennaio 2017

Report a cura di Arianna Govoni

Foto a cura di Silvia Belloni
Foto a cura di Silvia Belloni

Il nuovo metal incontra quello della vecchia guardia. Così si potrebbe descrivere in una singola battuta l’intrigante serata offertaci la scorsa notte dal Live Music Club di Trezzo sull’Adda (Milano). Un appuntamento segnato sul calendario da mesi, un pacchetto appetibile e interessante quello presentatoci in questa nuova sede live che ha fatto la felicità (o quasi) di tutti gli amanti dell’heavy metal tradizionale e moderno: sul palco del prestigioso palco meneghino, tre validissime band, alcune tra le più amate del settore, hanno regalato uno spettacolo dal vivo veramente degno di lode. Sabaton, Accept e Twilight Force, una tripletta pregevole che nel giro di qualche ora ha saputo regalare emozioni forti e ha offerto una serata entusiasmante.  

 

L’adventure metal dei Twilight Force dà inizio alle danze.Rispetto alla loro ultima prova live dello scorso 20 ottobre all’Alcatraz di Milano, gli elfi svedesi propongono un set decisamente sacrificato, a causa della posizione in scaletta di questo nuovo tour. Mezzora messa a loro disposizione dove per l’occasione hanno sfoderato 4 pezzi nuovi tratti dall’ultimo album, “Heroes Of Mighty Magic”, e una manciata di brani del disco d’esordio, dove spicca l’immancabile “The Power Of Ancient Force”, scelta come chiusura della loro performance. Spazio decisamente ristretto per il sestetto di Falun, compattato e rilegato in pochissimo spazio a causa dell’imponente scenografia ad opera degli Accept. Un plauso al frontman Christian Eriksson, decisamente in forma smagliante a seguito di qualche giorno di malattia, la cui prestazione, come sempre, si è rivelata straordinaria, nonostante qualche lieve pecca dell’acustica che ha reso difficoltoso l’ascolto dei brani. Nel complesso una buona prova - nonostante la scarsa mobilità dovuta, come già specificato, alla mancanza di spazio - che mostra ancora una volta il talento di un gruppo che, personalmente, consiglierei ad un pubblico che vorrebbe ampliare un filo di più i suoi orizzonti o semplicemente vorrebbe anche distaccarsi dalla solita monotonia. 

Setlist: Battle of Arcane Might / To the Stars / Riders of the Dawn / Flight of the Sapphire Dragon / Gates of Glory / The Power of the Ancient Force  

 

L’arrivo dei tedeschi è molto atteso, nella sala, ampiamente gremita e al suo punto di massima capienza, si respira un’eccitazione inconsueta. I metalheads accorsi da ogni parte d’Italia sono venuti principalmente per vivere una nuova testimonianza ad opera degli Accept, qui in veste di secondo gruppo spalla e non come headliner della serata, come auspicato dai più speranzosi, le cui aspettative si sono infrante in pochissimi istanti. “Stampede” rompe il silenzio e invade la platea con il suo muro di suoni. La band è visibilmente in una forma grandiosa, Mark Tornillo sfodera una grinta invidiabile che carica come molle tutti gli spettatori presenti! Freschi di pubblicazione del loro ultimo lavoro, l’album live “Restless And Live”, la band presenta un set che si consuma in un’oretta scarsa e che ripesca perlopiù alcuni dei brani più conosciuti, come “Balls To The Walls”, “LondonLeatherboys”, “Fast As A Shark” e “Princess Of The Dawn”: quest’ultimo pezzo, in particolare, ci presenta un WolfHoffmann in veste di unico entertainer della serata e grandioso animale da palcoscenico, abile nell’incitare e coinvolgere un pubblico che, a sua volta, restituisce il favore e dà un’ulteriore carica. Di rado, infatti, si vede oggigiorno un’interazione così sbalorditiva! Seppur tecnicamente bravissima e mostruosamente formidabile, la band teutonica ahimè non è riuscita a coinvolgermi più del necessario, probabilmente tutto ciò è attribuibile ai gusti, del tutto personali, che purtroppo non hanno saputo trovare un punto di incontro con la proposta offerta dal quintetto tedesco. Per dover di cronaca, questo non è da vedersi come una critica negativa, assolutamente, poiché qui la sottoscritta riconosce con consapevolezza il valore della band stessa, ma personalmente non comprendo tuttora il motivo per il quale questa validissima e storica realtà musicale sia stata costretta ad accettare di supportarne una relativamente molto più giovane anziché intraprendere un tour per conto proprio. D’altronde, alla fine dei conti, senza tener troppo conto del giudizio totalmente personale della sottoscritta, ciò che davvero conta è la musica, la vera protagonista di sempre, che questa sera ha regnato sovrana e ha saputo nuovamente regalare belle emozioni, nonostante i pareri contrastanti delle rispettive fazioni.

Setlist: Stampede/ Stalingrad / Restless and Wild/ London Leatherboys/Final Journey / Princess of the Dawn / Fast as a Shark / Metal Heart/ Teutonic Terror / Balls to the Wall

 

Se gli Accept ci avevano sottoposti aduno scenario notevole, con i Sabaton la questione si fa ancora più complicata. Luci rosse come l’inferno e un’imponente scenografia, strutturata su più piani, arricchita dalla presenza di un enorme carro armato sono gli elementi principali della nuova produzione degli svedesi, la cui attenzione per i dettagli (o forse per la megalomania) nel corso degli anni è diventata sempre più accurata ed efficiente.  Così come per l’act precedente, anche per il combo di Falun l’eccitazione è alle stelle e l’entusiasmo raggiunge il suo apice non appena parte l’intro di “Ghost Division”, da anni scelto come fiero brano apripista del set dei nostri. Nonostante un piccolo episodio negativo abbia colpito la cagionevole salute dei singoli componenti, la band appare al massimo della forma, in particolar modo il vocalist Joakim Brodén sfodera un’energia e una vitalità maggiore rispetto ai suoi soliti standard, così come il bassista Par Sundstrom e il batterista Hannes Van Dahl, una vera macchina da guerra dietro le pelli. Si prosegue con “Sparta”, primo brano volto a presentare l’ultimo lavoro in studio, “The Last Stand”, dal quale verranno estratti ben 6 singoli, tra cui le trascinanti “Blood Of Bannockburn” e “The Lost Battalion”. Al contrario delle date precedenti, che vedevano per l’occasione la partecipazione di qualche fiero guerriero spartano (voci di corridoio confermano che Chrileon e Aerendir dei Twilight Force avrebbero vestito i panni dei soldati, ndr), in questa sede non era prevista la presenza di questo simpatico extra che, certamente, avrebbe fatto la felicità delle ragazze presenti in sala. L’occasione, inoltre, è perfetta per presentare dal vivo per la prima volta in assoluto il nuovo innesto, il chitarrista Tommy Johansson, subentrato quest’estate in seguito alla dipartita di ThobbeEnglund, la cui mancanza, purtroppo, si è molto fatta sentire durante il corso della serata e degli ultimi live della band; proprio quest’ultimo ingresso, grazie al suo sorriso sornione e alla sua esuberanza, è riuscito a conquistarsi la simpatia del pubblico durante i suoi affabili siparietti che l’hanno visto destreggiarsi in un italiano più che ottimo. Definitosi lui stesso un “vero vichingo del nord della Svezia”, il biondissimo e bonaccione chitarrista coglie il gentile invito dell’amico e collega JoakimBrodén nella facile scelta del quarto brano in scaletta, che vede l’esecuzione integrale di “Swedish Pagans”, immancabile brano presente in scaletta ormai da tempo immemore. Ampio spazio riservato anche ai precedenti album (“Coat Of Arms”, “Carolus Rex” e “Heroes”), di cui ci vengono presentati The Final Solution”, riproposta in versione acustica, “The Lion From The North”, “Resist And Bite” e “Night Witches”, per citarne alcuni. Una scaletta, come da prassi, molto dinamica volta ad appagare il palato di tutti i fan della band, sempre partecipi e spesso esigenti, ma che nel complesso avrebbe potuto offrire qualcosa in più. Una prova esemplare che dà un’ulteriore conferma del talento e della bravura di questi musicisti che, proprio quest’anno, festeggiano il diciassettesimo anno di attività e che, come ampiamente dimostrato nel corso di queste quasi due decadi, ci hanno insegnato tanto grazie al loro amore per la storia e alla loro devozione sia per la musica, che per coloro che hanno sempre offerto un supporto completo sin dal primo giorno.

 

Come i veri eroi tanto decantati in uno dei loro lavori più apprezzati, i guerrieri di Falun si congedano con un grosso sorriso stampato sulla faccia, felici ed orgogliosi, consapevoli di poter godere di uno dei massimi privilegi: avere il sostegno di una delle fanbase più calde e migliori del mondo, poiché si sa, l’affetto per gli italiani e per il nostro paese è sempre rimasto immutato.

 

Setlist: Ghost Division / Sparta / Blood of Bannockburn / Swedish Pagans / The Last Stand / Carolus Rex / Union (Slopes of St. Benedict) / The Lion From the North / The Lost Battalion / Far from the Fame / The Final Solution (Acoustic version) / Resist and Bite / Night Witches / Winged Hussars / Primo Victoria / Shiroyama / To Hell and Back

 

 

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