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  BAMBOOZLE FESTIVAL with MARKY RAMONE

 

    

 New Jersey, 29/30 Aprile 2011



due giorni al festival più caldo d'America in compagnia di Marky Ramone, dei New Found Glory e di una bella ragazzetta dai capelli fucsia …



A cura di Marzio Dal Mante

 

 

La location in cui si svolge questo festival è di quelle che ti lasciano senza respiro, una location che solo in USA, e a due passi da New York, sembra possibile. Vado a casa di Marky nel primo pomeriggio, è il secondo giorno di questo pazzesco festival rock tipicamente americano. La sera prima Marky ha suonato su uno dei quattro stage del festival, quello laterale, proprio tra la ruota panoramica e una specie di calcinculo gigante: si perchè dentro al Bamboozle c'è un vero e proprio gigantesco Luna Park completamente gratuito, con attrazioni che vanno dalla classica ruota al “Cyclon”, una roba per stomaci forti che nemmeno io, paracadutista professionista con oltre 500 lanci all'attivo, mi sognerei di fare. Non la pensano allo stesso modo le teenagers che continuano ad affollarlo senza soluzione di continuità, tipiche teenagers del New Jersey, alcune un po' burrose e con i fianchi adiposi, altre veramente “beautiful chicks”, biondine, con le trecce e gli shorts cortissimi. Il palco dove ha suonato la prima sera era laterale ma molto affollato.

Qualche ora prima abbiamo incontrato i 30 Seconds to Mars, che avrebbero suonato in quello centrale al termine della kermesse, ma questa era la serata tributo ai Ramones per Marky, e la band con cui suonava i New Found Glory. La prima sera è andata via liscia, di fronte ad un pubblico di 5.000 persone Marky Ramone ha riproposto dodici hit di fila dei Ramones, ed i New Found Glory devo dire sono stati decisamente all'altezza della serata: veloci, potenti, robusti, non hanno dato tregua agli astanti, ogni pezzo preceduto dal solito 1-2-3-4 è stato suonato a quasi il doppio della velocità rispetto all'originale. Marky come sempre è stato una macchina, ha dato il ritmo e spronato di continuo i NFG, mentre sul palco continuavano a volare i palloni che gli americani amano lanciarsi in testa durante i concerti. La tracklist apriva con “Rockaway Beach”, proseguiva con “Sheena is a Punk Rocker”, “Rock'n'Roll High School” (e qui il pubblico, per lo più studenti delle superiori, è letteralmente impazzito ed il servizio d'ordine ha faticato non poco a tenere tutti a bada), “Pet Sematary”, “Rock'n'Roll Radio” per chiudere con l'inno di battaglia “Blitzkrieg Bop”. Una gran serata, trascorsa per lo più sullo stage a chiacchierare con una nuova, simpatica e carinissima amica: Hailey Williams, la ventiduenne cantante dei Paramore, una persona davvero gradevole venuta apposta dall'entroterra per assistere al concerto di Chad dei New Found Glory, con cui sembra ci sia dell'intimo anche se non lo davano molto a vedere, e del suo idolo personale Marky Ramone. L'avremmo incontrata di nuovo all'indomani.

Sono a casa di Marky nel primo pomeriggio. Saremmo andati al concerto da soli, volevamo testare la nostra capacità di ricordare la strada: il New Jersey è a poche miglia sopra New York, ma sembra che ben pochi newyorchesi vi si rechino a quanto pare. Prendiamo la macchina di Marky, una vecchia Mercedes nera come la notte, e da Brooklyn partiamo direzione Manhattan, Uptown, Lincoln Tunnel, e sbuchiamo in New Jersey.

Qui abbiamo bisogno del navigatore, ma in poco arriviamo a destinazione: l'enorme stadio della National Football League MEADOWLANDS STADIUM, appena un anno di vita, in cui sono di casa i NEW YORK GIANTS e che ha una capacità di 80.000 persone. Il festival si svolge tutto attorno. Andiamo a parcheggiare nell'area riservata agli artisti: qui in USA anche le rockstar spesso e volentieri vanno a suonare ai concerti in auto e tornano a casa in serata. Nel backstage incontriamo ancora Hayley e ci tratteniamo lì un paio d'ore a chiacchierare, di Social Network per lo più, ci eravamo appena scambiati l'amicizia e la cosa ci faceva sorridere. Ci siamo sparati un paio di Red Bull (anche qua i miei pusher non mi danno tregua, e mi hanno inviato dentro al festival un po' di redbulline, un fotografo e soprattutto 20 casse di red bull ghiacciata che ci siamo fatti fuori in un attimo). Poco dopo ci hanno raggiunto Chad e Jordan dei New Found Glory, due ragazzoni robusti e molto alla mano, e siamo stati un po' tutti insieme a goderci il tramonto. La scena questa sera si sarebbe ripetuta al main stasge. Tutto era cambiato, c'era molto più fermento, l'adrenalina era a mille: il pubblico questa volta sarebbe stato quello delle grandi occasioni.

Uno shuttle viene a prendere me, Marky, Chiaretta e Hayley, uno shuttle con i vetri oscurati che ci porta rapidamente nel backstage del palco centrale. Siamo un po' in ritardo, ci siamo intrattenuti troppo tempo a chiacchierare, e siamo andati sul palco a passo spedito. In pochi minuti i NFG si sono cambiati, questa sera indossano delle divise da basket con i loro nomi cuciti sulla schiena, e l'impatto estetico era notevole … sembravano più che una squadra di basket, una gang uscita dal film Warriors ambientato un po' più su, tra il Brons e Coney Island, e nonostante l'indole bonacciona sul palco si sono trasformati, ed in pochi minuti con il loro repertorio (che conteneva anche una versione mooooooolto psicopatica di “Kiss Me”) hanno riscaldato gli 80.000 spettatori urlanti che li aspettavano di fronte al palco. Trentacinque minuti da paura, a ritmi serratissimi, hanno preparato gli spettatori al gran finale. Da lato del palco principale Chiara ed Hailey comunicavano nella loro lingua universale delle donne, mentre io e Marky ci preparavamo ad entrare in scena: lui, alla batteria, io sul palco ad eludere i bestioni della sorveglianza per fargli un video con la flip che mi ha regalato e che qua va un casino (una videocamera piccola con chiavetta USB incorporata per mettere subito in rete i filmati), un video che voleva subito online su Facebook che gli avevano richiesto su facebook i fans che vivevano lontano e non erano potuti venire allo show. Jordan presenta Marky, ed è subito delirio. 80.000 persone completamente impazzite si gettano contro il palco al grido di guerra “HEY HO LET'S GO!”. Ho iniziato a riprendere con la mia flip nel momento in cui Jordan ha annunciato l'ospite speciale ed eravamo ancora dietro le quinte. Ho finito di riprendere quando siamo tornati di nuovo dietro le quinte e dopo un paio di commenti a caldo. Il tutto è durato appena 3 minuti e 4 secondi. Tre minuti e 4 secondi che hanno mandato a fuoco il Bamboozle e incendiato la platea, un finale di festival da urlo.

Scendiamo, ci scambiamo i cellulari con Hailey e i NFG, ci diamo appuntamento ad un paio di date in Portogallo e Olanda del tour di Marky Ramone, tra appena un mese, e ci accordiamo per una serata a settembre a New York. Dopodichè io e Marky riprendiamo la macchina, e cerchiamo di riconoscere senza GPS la strada per tornare a casa. Tentativo fallito dopo appena un paio di incroci. Il freddo della notte newyorchese entra dai finestrini aperti e ci sferza i volti, cerchiamo di riprenderci dalla sbornia adrenalinica dell'ultimo pezzo suonato intanto che metto in rete il filmato appena fatto. Manhattan è là che ci aspetta, con le sue mille mila luci. Può sembrare incredibile, ma anche a quest'ora di notte Marky Ramone ha voglia di un “Chicken Vindaloo” sulla Seconda Avenue … si, proprio quel chicken vindaloo sulla seconda di cui si parla in “I just wanna have something to do”. Trent'anni sono passati nel frattempo, ma le buone abitudini non muoiono mai...

 

 

3 Maggio 2011