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ANTHRAX

Worship Music

Nuclear Blast - 2011

 

I miei famigliari e i miei amici, quelli veri, ma più in generale, tutti coloro che mi vogliono veramente bene, hanno l’abitudine di farmi notare quanto riesca talvolta ( più spesso che talvolta) ad essere logorroico a livelli estremi. Mi viene detto affettuosamente:”Ma tu dai i numeri!”. Un fondo di verità ci deve essere, perchè è una cosa che va avanti da parecchio ed io, anche questa volta, non mi sento di smentirli e quindi, cominciamo. 8 sono gli anni che ci dividono da “We’ve Come For You All”, ultimo lavoro in studio degli Anthrax, mentre 21 sono gli anni passati dall’uscita di “Persistence Of Time”, ultimo album con alla voce Joey Belladonna. Nel 2010 Joey torna all’ovile e prendono il via le registrazioni del nuovo album “Worship Music”. Dopo aver visto la band all’opera a Milano il 6 luglio, per il concerto storico denominato “Big 4” (insieme a Megadeth, Slayer e Metallica), se avevo qualche dubbio sul futuro di Scott Ian & Co. (storico chitarrista e fondatore della band), mi sono dovuto completamente ricredere. Dal vivo sono stati eccezionali, con un plauso particolare per Charlie Benante alla batteria e appunto, Joey Belladonna redivivo vocalist del gruppo. Il nuovo lavoro è un ritorno alle sonorità che hanno fatto degli Anthrax una delle band thrash più famose del pianeta. Pesante come un macigno ma con un’apertura melodica che ne impreziosisce il lavoro certosino fatto in fase di produzione. Chitarre taglienti, batteria al fulmicotone e il basso di Frank Bello ad uniformare il tutto. Partiamo subito a mille con “Earth On Hell” e “The Devil You Know” (quest’ultima, capace di un riff pazzesco, coinvolgente, cattivo), la splendida “I’m Alive”, che per un decimo di secondo scambio per una ballad, per poi ricredermi subito dopo. “In The End”, con le sue campane iniziali che si trasformano in un muro di chitarre. La voce di Belladonna sembra non aver perso minimamente lo smalto dei bei tempi, anzi sembra molto più graffiante e cattiva di quanto ricordavo. “The Giant”, “Crawl”, "The Constant" , meritano tutte un voto alto, perché in effetti, non riesco a trovare un punto debole a questo album; se poi pensiamo che il tutto è stato impreziosito da un pezzo dedicato alla storia dell’heavy metal, “Judas Priest”, mi riesce veramente difficile non emozionarmi. Questo dovrebbe essere l’anno intriso di thrash/sound, visto che dopo gli Anthrax, usciranno in successione i lavori di Machine Head, Testament e Megadeth. Se il buongiorno si vede dal mattino…

 

Recensione di Emiliano Vallarino