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Pubblicato il 6 novembre 2016

Recensione DARK TRANQUILLITY - “Atoma”

DARK TRANQUILLITY

Atoma

Century Media

Data pubblicazione: 4 Novembre 2016

 

 

Ogni volta che i Dark Tranquillity annunciano l’uscita di un nuovo disco, per i fan della band, soprattutto per la sottoscritta, è come se arrivasse improvvisamente il giorno di Natale, quel giorno tanto atteso dove si possono scartare i propri regali con un bel sorriso stampato in faccia e pronti a godere del presente con un irrefrenabile entusiasmo. Dopo il grosso passo falso successivo alla pubblicazione di album non memorabilissimi come “We Are The Void” e “Construct”, gli svedesi fanno un netto passo in avanti e ci presentano quello che, dopo “Fiction”, è un altro dei loro migliori lavori: “Atoma”.

 

Tanta è stata l’attesa, così come la curiosità, volta a questo nuovo disco che, inaspettatamente, si è rivelato, grazie ad un ascolto attento, una vera e propria gemma. Avevamo lasciato la band scandinava nel 2013 con “Construct”, un disco che, ahimè, non aveva esattamente colpito nel segno ma che aveva delineato un percorso che sarebbe arrivato successivamente con questo platter. Dodici brani che, come da tradizione, si snodano su melodie aggressive e cupe che si indirizzano versi lidi inesplorati, forse un po’ meno elettronici rispetto al passato, che danno spessore e corposità ad un sound precedentemente gettato alle ortiche, come evidenziato negli ultimi due full length.

 

Se nei dischi precedenti erano riscontrabili più filler, più canzoni riempitive, come riscontrato specialmente in “We Are The Void”, e la totale mancanza di incisività, in questa nuova oscura creatura firmata dalla penna di Mikael Stanne le carte in tavola vengono di nuovo rimescolate: troviamo, infatti, sì più brutalità ed aggressività, da sempre due dei tipici trademark della band, ma altresì freschezza e una grande voglia di reinventarsi. “Atoma” colpisce per efficacia ed immediatezza, è un disco molto più diretto rispetto agli ultimi dischi ai quali i nostri ci avevano abituato. Parzialmente percepibile qualche richiamo a quel bellissimo lavoro chiamato “Projector”, in particolar modo in tracce come la sbalorditiva ed intrigantetitletrack, “Neutrality” e la successiva “Force Of Hand”, senza però che questo piccolo ritorno alle origini vada a stravolgere la freschezza e quella voglia di innovazione presente in quest’album. A completare un quadro già ricco di colori e sfumature, troviamo una produzione quantomeno eccelsa, ad opera di David Castillo (strano, infatti, che la band non si sia affidata a dei mostri sacri come Jens Bogren o lo storico Tue Madsen), curata nei minimi dettagli e che fornisce al platter un suono più definito e cristallino che si sposa perfettamente con i contrasti presenti in questo album, che donano maggior varietà e dinamicità e un lavoro certosino già dimostrato in fase di registrazione. Obiettivo centrato!

 

Grazie a questa nuova release, i Dark Tranquillity, freschi di nuova linfa vitale, si riconfermano una delle migliori band degli ultimi 25 anni, una delle poche ancora in grado di reinventarsi senza cadere nel tranello nel quale finiscono molte realtà odierne, ovvero tentare la fortuna riabbracciando la gloria del passato. D’altronde, come spesso dichiarato da Stanne in varie sedi di intervista, non avrebbe senso cercare di emulare se stessi. Bentornati, Dark Tranquillity. 

 

 

Arianna Govoni

 

 

Tracklisting:

1. Encircled

2. Atoma

3. ForwardMomentum

4. Neutrality

5. Force Of Hand

6. Faithless By Default

7. The Pitiless

8. OurProof Of Life

9. Clearing Skies

10. When The World Screams

11. Merciless Fate

12. Caves And Embers

 

Bonus tracks:

1. The Absolute

2. Time Out Of Place

 

Line up:

Mikael Stanne - voce/chitarra

Anders Jivarp - batteria 

Niklas Sundin - chitarra

Martin Brändström - tastiere 

Anders Iwers - basso 

 

Link:

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