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ILL

Gotten Gains

Glassville Records | Alive – 2012

 

 

Perché il rock è rock! Intramontabile sound che scorre anche nelle vene del trio georgiano degli Ill, band nata nel 2005 e che ha già all'attivo il debut album “Down In Deep” e l'omonimo EP; i tre musicisti che danno vita e musica al nuovo lavoro “Gotten Gains”, in uscita per Glassville Records, sono Damion Goodpaster in veste di frontman-keyboardist, il drummer Marlon Patton e il guitar man-vocals Ryan Waters, quest'ultimo grande amico di Sade con la quale ha collaborato in più occasioni.

Il nome appena citato dell'ultra ventennale soul-blues singer è importante per il genere di Ryan e compagni perché sì è puro e trasparente punk rock, ma arricchito da un buon tocco soul e anche dai riff in blues style della chitarra (e qui a voler riecheggiare anche un mostro sacro quale Jimi Hendrix), per un sound ben miscelato e di gradito retrò come nell'adrenalinico singolo “A”. Strofa in sordina per “There Are Worse Things Than Being Alone”, ma che sfocia in un refrain davvero trascinante e un finale reso ancora più tale dalla grinta di Goodpaster, non da meno l'opener “One Time” se pur dal ritmo meno incisivo. La quarta traccia dell'album è la long ballad “Christine” e dove una calma assoluta si alterna al tocco opportuno dell'ottimo Waters per un brano, almeno a titolo personale, studiato probabilmente per risultare così.

Altro imperdibile refrain lo si ascolta in “Bitch”, senza dubbio fra le tracce più indovinate e con un solo semplice quanto efficace come per il finale della successiva “Castration”, 4 minuti di scatenata ipervelocità salvo un piccolo rallenty a metà percorso. Un secondo potenziale singolo potrebbe essere suggerito da “Finches”, perfetto mix tra strofa rock e ritornello soul per meglio simboleggiare l'effetto Sade, mentre la successiva “Gold And Opal” è una breve acoustic ballad raccontata da un piano molto soft e che ben accompagna il versatile Damion.

Traccia dopo traccia si avvicina il capolinea del cd, che dopo i 40 secondi di “Interlude”, si chiude con un doveroso omaggio alla cantante anglo-nigeriana regalando la cover dell'atmosferica “Pearls”. Qualità e creatività non mancano al trio di Atlanta e che sono certo possono fare ancora meglio, perché le leggende del rock, del soul e del rhythm & blues possano continuare a vivere attraverso le note di un'epoca mai doma. Sito web: www.illrocks.com

 

Recensione di Francesco Cacciatore