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18 Marzo 2017

Recensione LES FLEURS DES MALADIVES - “Il Rock è Morto”

RATING: 4/5
RATING: 4/5

LES FLEURS DES MALADIVES 

Il Rock è Morto

Ostile Records 

Release date: 20 Marzo 2017

 

 

 

Si intitola “Il Rock è Morto” il nuovo album dei Les Fleurs Des Maladives, trio comasco 

composto da Davide Noseda (voce, chitarre, testi e melodie), Ugo Canitano (basso e cori) e Alberto Macca (batteria e percussioni) che esce per Ostile Records, valorizzato dalla produzione artistica di Max Zanotti 

(Deasonika, Rezophonic, Casablanca), con un sound poderoso che punta in territori rock, punkrock e cavalcate post-grunge.

 

 

Dopo l'ottimo debutto con l'album  "Medioevo" uscito nel 2013, le nuove canzoni svelano un lavoro maturo e compatto, che puntano molto sui testi che esaltano in pieno la loro voglia di raccontare con “rabbia” ed altrettanta ironia la realtà del quotidiano comune. Un pugno di testi sinceri, decisamente 'logici' nella struttura sia dal lato tecnico che dalle liriche in italiano. L'album svela tutto il suo fascino in queste canzoni dal ritmo incalzante che parla di luoghi comuni inculcati dai soliti strumenti di comunicazione che fanno intravedere una sola facciata della realtà, e questo è presto dimostrato nella terza traccia “La grande truffa dell’indie-rock” (il titolo è un riferimento ai Sex Pistols e all’album “La grande truffa del rock’n’roll”) che racconta dei compromessi nello show business e il fingere per raggiungere il successo, utilizzando scappatoie più o meno lecite.

 

L'apertura è affidata a “Rock’n’Roll”, è fin dalla prime note si capisce che è un disco pensato anche per la sede live; tiro assolutamente rock e vien subito da dire: Il Rock NON è Morto! Ma è con “Homo Sapiens”, il primo singolo video uscito lo scorso 27 febbraio che, con il suo incedere, si rivela uno dei migliori episodi dell’album; impossibile stare fermi. Tanti gli spunti interessanti che ci inviteranno ad alzare il volume come la title track “Il Rock è morto” che, dietro a un titolo ad effetto che vorrebbe ostentare quel cinismo, si rivela in realtà l'opposto: dimostrano a colpi di riff elettrici e liriche taglienti che qui c'è tanto rock e il talento dei fiorellastri è ben in evidenza; tutto questo è fottutamente Rock! 

 

La band ci regala anche un episodio emotivo e di riflessione con la quinta traccia, “Chernobyl” - una storia d’amore, guerra fredda e radiazioni termonucleari – come cita il testo “Dove ci porterà quest’assoluta modernità?”: il principio d’indeterminazione di Heisenberg è metafora per l’incertezza della vita, ma il progresso che inseguiamo è in realtà un percorso che deve essere intrapreso dentro di noi. La chicca arriva con “In Le Tre Verità” brano originale di Lucio Battisti -spogliato e rivestito in stile Les Fleurs Des Maladives - che vanta la straordinaria partecipazione alla voce di Alteria che, con la sua stupenda vocalità e massima espressività regala al brano la magia che solo la musica sa donarci. Chiude questo nuovo capitolo discografico, come meglio non si poteva fare, “La fine dello spettacolo”,  testo scritto poco dopo i fatti avvenuti il 13 novembre 2015 presso il teatro Bataclan di Parigi e la canzone è dedicata alla memoria delle vittime dell’attentato. 

 

Questo è album che si può considerare ampiamente positivo, ricco di melodia e velocità; ben suonato e ottimamente registrato che entra subito in mente. II risultato è pregevole e piace, eccome se piace.

 

 

AngelDevil Rock

 

 

Tracklist: 

Rock’n’Roll 

Homo Sapiens 

La grande truffa dell’indie-rock 

Attacchi di panico 

Chernobyl 

NABA design blues 

La canzone del condannato 

Il Rock è morto 

Le tre verità (featuring Alteria) 

La fine dello spettacolo

 

Line Up:

Davide: voce, chitarra 

Ugo: basso 

Alberto: batteria

 

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