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Pubblicato il 27 Ottobre 2016

Recensione  TESTAMENT - "Brotherhood of the Snake"

TESTAMENT

Brotherhood of the Snake

Nuclear Blast Records

Data pubblicazione: 28 Ottobre 2016

 

 

 

Fratellanza, nel trionfo, nella sconfitta, nello sconforto e nella battaglia ma, sempre e comunque, fratellanza. Da qui si può rinascere ed essere pronti ad affrontare le sfide più diffifcili ed apparentemente più disperate ed è proprio da qui che i Testament, a quasi 4 anni dal mastodontico capolavoro di 'Dark Roots of The Earth', con una formazione che vede il ritorno di Steve Di Giorgio ai rituali delle corde basse, dà alla luce una altro disco che lascia il segno, come la lacerazione di una lama o la penetrazione di una freccia.

 

Sì signori e signore, perchè l'incipit e title track di questo "Brotherhood of the Snake", parla chiaro, nel titolo, nell'esecuzione e nella sostanza musicale: dobbiamo combattere e la miglior difesa è un veloce e fantasioso attacco. Fin dai primi tre brani (alla titletrack si aggiungono The Pale King e Stronghold), abbiamo di fronte i Testament della migliore vena creativa di 'Dark......', della potenza di 'Low' e della ferocia guerriera di 'The Legacy', unita a spunti di novità e freschezza melodica ed epica che richiamano a band come Iced Earth o Annihilator, senza che gli allievi insegnino ai maestri. Sì, perchè, la velocità bruciante di una cavalleria corazzata, lanciata a 300 kmh, sulla spinta dell'Atomic Clock Gene Hoglan, mostra, grazie a brani come "Seven Seals" o "Born in a Rut", che uno dei grandi protagonisti di questo album e Skolnick, con assoli e virtuosismi che riprendono molto della matrice classicheggiante dei primi due lavori della band di San Francisco, ma aggiungono fuoco ed indole guerriera, perfettamente in sintonia con l'altra ascia di guerra, Eric Peterson; infatti, abbiamo velocità lacerante unita a melodia, complessità nel riffing (anche se non ai livelli di 'Dark...'), controtempi, epicità con anche accenni black, forse mutuati dall'esperienza dello stesso Peterson nei suoi Dragonlord.

 

La sessione ritmica, poi è l'esempio perfettamente calzante della natura guerriera del disco: velocità, cambi rapidi, imprevisti nei tempi, contorsionismi fluidi e mai eccessivi, con Di Giorgio tessitore perfetto di trame di un tessuto connettivo splendido, come emerge in "Neptune's Spear", altra grandiosa gemma di quest'album, con atmosfere ed epicità che piovono dalle nubi guerriere in corse guidate dal grande sciamano Chuck Billy, attualmente tra i migliori singer di metal estremo al mondo, che unisce la sua vena più brutale alla riscoperta dei timbri più taglienti, addatti agli urli di guerra che portano alla esplosiva conclusione, vero ordigno al plasma per generare mosh-pit titanici, "The Number Game".

 

Un disco che esalta, infiamma l'animo perchè c'è novità; novità, certo, attraverso tradizione, con un occhio al futuro, uno al passato ed i piedi ben piantati nel presente, a creare un lavoro che è la conseguenza naturale del suo predecessore: il cupo e contorto heavy/thrash/death di 'Dark....' era il quadro di un mondo che vede arrivare l'abisso con le sue armate oscure e si prepare, ne prende coscienza. Ora, però, si è sull'orlo del baratro, perchè i nemici sono alle porte, come avvenne in passato, ma i tempi sono cambiati. Cambiano le tattiche e le armi, ma lo spirito dei guerrieri della West Coast è quello dei loro antenati e questo disco è l'urlo che lancia l'assalto, confidando nella forza più grande alla quale possa attingere un esercito...ed una band: la fratellanza, la coesistenza delle individualità e la voglia di rischiare, sempre.

 

Disco eccezionale, che colpisce mente e cuore ma che, prima di tutto, scuote stomaco e sangue. Da avere, respirare e vivere, perchè i Testament non sono mai stati così vivi e pulsanti.

 

 

Andrea Evolti

 

 Tracklist:

 

1.

Brotherhood of the Snake

 

 

2.

The Pale King

 

 

3.

Stronghold

 

 

4.

Seven Seals

 

 

5.

Born in a Rut

 

 

6.

Centuries of Suffering

 

 

7.

Neptune's Spear

 

 

8.

Black Jack

 

 

9.

Canna-Business

 

 

10.

The Number Game

 


 

Line-up:

 

Eric Peterson

Guitars

Alex Skolnick

Guitars

Chuck Billy

Vocals

Gene Hoglan

Drums

Steve DiGiorgio

Bass