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INTERVISTA ESCLUSIVA  

AL GIOVANE  STILISTA TOM REBL

Contro ogni regola, contro ogni aspettativa l'eclettico stilista tedesco Tom Rebl, ex direttore creativo di Andrew MacKenzie che da alcuni anni lavora e vive in Italia; lo scorso anno ha lanciato la sua prima collezione uomo "Shocking Radiance '08/'09", confermando il suo marchio con la collezione estiva e ora quella Fall/Winter 2009/2010. Ogni sua creazione, è senza dubbio ricca di decorazioni e per nulla minimalista, l’immagine colpisce ma quello che c’è dietro stimola la fantasia e il pensiero icona di classe e raffinatezza, con notevoli intrecci glam come il rock pretende.

 

TOM  REBL * spring / summer 2009 *

Photo TOM REBL - S/S 2009 Luca Rossetti

AngelDevil: Pur essendo un giovane stilista puoi già vantare un portfolio molto interessante. Dove e in cosa cerchi l’ispirazione per le tue creazioni e come gestisci il processo creativo?

Tom: Grazie per I complimenti. La creatività è qualcosa di molto difficile da descrivere e delineare. E’ un talento ed è quindi parte della tua personalità. Io sono un sagittario ed essere avventuroso, impavido e curioso è nella mia natura. Questo tratto del mio carattere mi ha portato verso luoghi del mondo davvero interessanti ed inoltre mi ha dato l’occasione di vivere esperienze importanti. E’ la vita che mi ispira. Anche se può sembrare una risposta un po’ pacchiana, è davvero così. Sono come una grossa spugna che assorbe tutte le informazioni e le sensazioni che mi circondano ogni giorno. Recentemente ad esempio mi è capitato di conoscere HR Giger, il creatore di Alien e questa cosa per me è stata davvero molto importante a livello creativo. Chi lo sa chi mi ispirerà domani, il prossimo mese o il prossimo anno?

 

AngelDevil: Hai avuto momenti nei quali la creazione di un buon modello abbia richiesto un vero sforzo da parte tua?

Tom: Ricordo che qualche anno fa mentre studiavo alla Central Saint Martins a Londra ho ottenuto la possibilità di creare un outfit che Kate Moss avrebbe indossato alla settimana della moda londinese. Durante la prova dell’abito con lei ero talmente nervoso che cercavo di trattenermi per non dire cose banali e stupide…e soprattutto per fare le cose bene e in fretta, insomma la tensione era così grande che mentre mettevo apposto l’abito ho fatto un taglio nella giacca e, purtroppo non avevo né tempo né la stoffa per rifarla da capo così mi sono dovuto inventare un grosso fiore e un fiocco fatti di tessuto… a Kate è piaciuto un sacco!

 

AngelDevil: Da quanti anni vivi in Italia?

Tom: Mi sono stabilito qui circa 3 anni e mezzo fa. Mi sono trasferito da Londra per occupare il posto di direttore creativo di Andrew MacKenzie. E’ stato un passo molto importante per la mia carriera e sono felicissimo di averlo fatto perché mi ha reso l’uomo che sono ora, ma quando sono arrivato è stato davvero uno shock trasferirmi da Londra, dove avevo vissuto sette anni, alla provincia italiana dove passavo tutto il mio tempo nei laboratori e nelle fabbriche, almeno all’inizio. E le uniche parole che sapevo in italiano erano “ciao” e “ti amo”.

 

AngelDevil: Che differenza hai riscontrato tra il concetto di moda in Italia e quello in altri paesi? E per te cosa significa fare moda?

Tom: Ogni stato, ma anche ogni città ha un diverso stile e un differente modo di esprimersi. E’ sempre un riflesso delle persone che ci vivono. Londra ad esempio è demograficamente molto diversa da Milano o Parigi. Per me, il fashion design è energia creativa e rispecchia il mio umore del momento. Ciò significa che quello che mi circonda ha un forte impatto sulla mia creatività. Sarebbe un esperimento interessante vedere come sarebbe stata la collezione primavera/estate 2009 se fosse stata ideata a Parigi o a Londra o a New York e non a Milano.

AngelDevil: Se ti chiedessi quale delle tue creazioni riassume i tuoi "credo" in materia di stile?

Tom: Questa non è una domanda semplice. Non posso scegliere un solo pezzo tra le mie creazioni ma nemmeno un determinato stile o un’intera collezione. Essere uno stilista significa trovarsi in uno stato di continua evoluzione e progresso. Una volta terminata una collezione, sono impaziente di iniziarne un’altra. Per la collezione primavera/estate 2009, ad esempio, ho lavorato molto con diverse tecniche di colorazione, la tintura a nodi, la doppia tintura per intensificare il colore e queste tecniche richiedono molto cotone. La collezione seguente autunno inverno 2009/2010 è completamente diversa per quanto riguarda la scelta, la lavorazione e la finitura dei materiali. C’è ancora ben chiara la mia firma su quella collezione, ma il processo di creazione è stato molto diverso. C’è ancora molta sperimentazione nei nuovi materiali e nel modo di trattarli. Sto sviluppando una nuova tecnica di stiratura e pressione sul velluto in modo da dargli un tocco vintage e vissuto. La mia passione, o il mio credo, che dir si voglia, è sperimentare con i tessuti e creare nuove finiture ed è questo che rende, un altrimenti normalissimo paio di pantaloni, un paio di pantaloni unico nel suo genere e ovviamente firmato Tom Rebl.

 

AngelDevil: Leggendo una tua intervista di qualche tempo fa mi ha colpito positivamente il concetto “tacco e virilità”. Qual è il messaggio che intendi comunicare e soprattutto quali sono gli spunti di riflessione che vuoi proporre?

Tom: Grazie per aver tirato fuori questo argomento. La mia intenzione è di portare le persone o i clienti ad ascoltarsi e a trovare un buon bilanciamento con le loro caratteristiche interiori. E’ una cosa molto individuale e l’individualità è moda o comunque così dovrebbe essere. Il conformismo è la morte di ogni creatività. Oggigiorno i grandi marchi si accompagnano ad immagini molto forti da cui le persone rimangono stregate ed è così che i clienti si convincono a comprare abiti o accessori con una determinata firma. Ma facendo questi acquisti credono, in qualche modo, di comprare anche una personalità… ma non è così perché è chi indossa quegli abiti a dar loro una precisa personalità. Perché un uomo non dovrebbe indossare una gonna o i tacchi alti o un vestito? E’ il conformismo della nostra cultura che fa sembrare strano un uomo con i tacchi. La strada da fare sarà ancora molto lunga per arrivare al giorno in cui ognuno si potrà vestire come vuole senza essere giudicato. Ma io indosserò i miei tacchi anche il prossimo weekend e continuerò a lottare.

AngelDevil: Sempre più spesso assistiamo ad una fusione tra il mondo della musica e quello dell’alta moda. Ogni stilista ha reinventato lo stile rock seguendo le proprie tendenze e le proprie linee guida. Osservando le tue creazioni le collegherei al filone del proto-punk, di quel rock come glam rock, che mi dici?

Tom: Questo è il lato ribelle di Tom Rebl. Sono un ragazzo indie, sono cresciuto con il crossover, l’indie e il grunge. Riguardava l’essere diverso, libero e ribelle. Questo è ancora un lato importante del mio carattere. Adoro provocare e andare oltre i limiti prestabiliti. Inevitabilmente questo si riflette anche nel mio stile e nel mio lavoro. Quindi credo che tu sia nel giusto quando mi definisci un glam rocker “contemporaneo”

 

AngelDevil: Tra le rockstar Iggy Pop, New York Dolls e David Bowie potrebbero essere dei modelli perfetti per le tue creazioni?

Tom: Ovviamente David Bowie. Impazzirei ad andare in tour con lui e realizzare i suoi outfit. E’ ora che Ziggy Sturdust ritorni sulla scena. Mio dio, sarebbe fantastico! Ascolto la sua musica da quando ho 15 anni, da adolescente ho esplorato il suo mondo musicale. Anche allora lui era un’ispirazione per me, ai tempi suonavo in una band. Oggi come oggi mi influenza di più il suo personaggio e il fatto che sia sessualmente completo e realizzato.

 

AngelDevil: A questo proposito, come selezioni i modelli da portare in passerella o semplicemente per le photo-session?

Tom: Devo provare una sensazione speciale quando si tratta di modelli. Mi piace conoscerli prima di lavorare con loro, perché è necessario che abbiano una certa personalità e che riescano a creare un legame con me, il mio lavoro e il mio spirito. Ecco perché odio lavorare con le agenzie di moda specialmente quelle internazionali dove nemmeno puoi incontrarlo il modello prima di iniziare a lavorarci. E questa è la ragione per cui, credo, i miei modelli non sempre corrispondono ai trend del momento.

 

AngelDevil: Una band e uno stilista che ammiri particolarmente?

Tom: Queen/Freddie Mercury per il suo essere così drammatico e per la sua brama di vivere appieno la sua vita (Freddie ha passato buona parte della sua vita a Monaco in Germania da dove vengo io e alcuni dei miei amici più vecchi ancora raccontano episodi stravaganti su di lui). David Bowie/Ziggy Sturdust per aver creato un meraviglioso alter ego… Sono dei geni non solo a livello musicale, anche il loro stile ha influenzato e influenzerà moltissime generazioni. In confronto a Freddie e David puoi anche dimenticarti di Madonna. La mia icona nel mondo della moda è di certo Karl Lagerfeld, anche lui è un genio che vive nel suo mondo bizzarro. Lui ha un impatto micidiale sul mondo della moda.

 

AngelDevil: Parlando sempre di musica so che suonavi in una band, ora hai abbandonato questo discorso totalmente, oppure trovi ancora il tempo per svagarti e suonare la chitarra?

Tom: Ogni tanto quando sono in giro con gli amici suoniamo qualcosa insieme. Recentemente sono andato ad un concerto dei Thunderville, il mio amico e modello preferito Roby Tini è il frontman, in quel momento ho sentito come il bisogno di andare sul palco e suonare. Simile è il desiderio che ho quando preparo una sfilata. Succede così quando lasci uscire qualcosa di te, qualcosa di molto personale, e lo mostri al pubblico, non importa se si tratta delle tue canzoni o dei tuoi abiti. Sono momenti di assoluta vulnerabilità.

 

AngelDevil: Quali saranno tra le creazioni che accompagneranno la primavera/estate 2009 e quelli per l’inverno 2009-10 su cui punti di più?

Tom: Per questa estate il must-have è una giacca sfoderata misto lino e cotone lavato. Davvero semplice e cool. Per il prossimo inverno il blu notte è il nuovo nero. E le mie giacche di velluto blu notte rifinite con la tecnica di stiratura e pressione saranno davvero delle belle novità.

 

AngelDevil: Cosa viene prima: innovazione o funzionalità?

Tom: La forma segue la funzione. La comodità e la funzionalità sono molto importanti per me. Non ha senso creare capi che sono solo belli. Questa è la linea sottile che intercorre tra l’essere un designer e l’essere un artista. Il designer deve assolvere ai bisogni del cliente, l’artista se ne può fottere.

 

AngelDevil: Ultima domanda, qual’ è il tuo sogno a livello professionale: ispirazione senza fine, tessuti innovativi…altro?

Tom: Il mio sogno è continuare ad amare ciò che faccio e che il mio lavoro mi renda felice e mi soddisfi fino a che sarò molto vecchio.

 

AngelDevil: Grazie per la tua disponibilità è stato un vero piacere.

 

TOM REBL * fall/winter 2009-10 * PREVIEW

Photo TOM REBL - F/W 2009-10 Lorenzo Marcucci