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Recensione EUROPE - War Of Kings

EUROPE

War Of Kings

Hell&Back/Warner

Release date: 3 marzo 2015

 

 

 

Da quando gli Europe si sono riuniti, nell'ormai lontano 2003, escludendo il concerto di capodanno per l'inizio del nuovo millennio, le cose sono state subito chiare. Il tipo di musica che li ha caratterizzati, ma soprattutto resi famosi in tutto il mondo -e cioè quell'hard rock melodico- fu accantonato in favore di un hard rock più crudo, sanguigno che si rifà direttamente ai padri fondatori di questo genere. Questo cambio di rotta, oltre ad essere una dimostrazione dell'integrità di questi musicisti/artisti, ha di fatto diviso in due il pubblico che li ha sempre seguiti. Alcuni affezionati al passato, pur seguendo la band, hanno perso quell'entusiasmo dei bei tempi, altri invece ne apprezzano il cambiamento e lo trovano come un piacevole miglioramento o una maturazione di una band.

 

 

Il compito di noi recensori è quello di raccontarvi cosa arriva ad un ascoltatore più o meno medio dall'ascolto di questo nuovo lavoro. Le canzoni che compongono War Of Kings innanzitutto sono dodici, se si conta la bonus track strumentale “Vasastan”.

 

Si parte con l'omonima “War Of Kings” costruita tutta intorno ad un riff durissimo di Norum, un mid tempo che non ci aspettavamo, almeno in apertura. Si prosegue con “Hole In My Pocket” decisamente più coinvolgente, merito anche del ritmo sostenuto, ci troviamo di fronte alla ”Got To Have Faith”/“Always The Pretenders” della situazione, di facile apprendimento. “The Second Day” convince solo per merito del coro, il resto è un pochino anonimo. “Praise You” è il primo episodio tranquillo, venature blues escono dalla chitarra di Norum e si sposano con un cantato sofferto di Tempest. Su “California 405” dobbiamo dire che il nostro cuore ha vacillato, semplicemente perché il riff portante di chitarra ci ha riportato alla mente un momento a noi carissimo. Stiamo parlando di “Superstitious” e stiamo parlando di sette miseri secondi che ci fanno tornare in mente quel brano, anche se poi, come sempre accade, le due canzoni sono totalmente differenti e questa nuova composizione risulta valida. Ed eccoci arrivare a “Days Of Rock n Roll”, il brano più divertente e spensierato di tutto l'album che non vediamo l'ora di ascoltare ad un prossimo concerto.

Ad un gruppo come gli Europe, che hanno saputo dare alla luce canzoni lente che hanno fatto la storia, non potevano mancare le ballad, rappresentante da “Angels (with Broken Heart)” decisamente riuscita, ma i picchi raggiunti con “New Love In Town” sono ancora molto distanti. La strumentale “Vasastan” è il piacevole brano che chiude questo ritorno degli Europe, attenti alla ghost track, nulla di trascendentale, ma è sempre bello scoprire qualcosa di nascosto come fu per la frase incisa al contrario sul singolo “Halway To Heaven” di tanti anni fa.

 

 

Un lavoro non proprio semplicissimo, ma neanche così complicato se vogliamo dirla tutta. Non vi conquisterà immediatamente, al contrario dell’immagine di copertina, ma si farà piano piano largo tra i vostri ascolti fino a ritagliarsi uno spazio importante, merito come sempre delle melodie ricercate nelle quali gli Europe sono maestri.

 

Gli Europe, hanno aperto le ali del domani mentre scoccava il conto finale, si sono trovati fuori da questo mondo, prigionieri in un paradiso. Questo quintetto, è una specie di società segreta che è ripartita dal nero profondo di uno scioglimento, dando una breve occhiata al paradiso, con il solo bagaglio di un sacco d'ossa, per arrivare ad affrontare e vincere questa guerra di Re.

 

 

Recensione di Andrea Lami

 

 

Tracklist:

01. War Of Kings

02. Hole In My Pocket

03. The Second Day

04. Praise You

05. Nothin To Ya

06. California 405

07. Days Of Rock n Roll

08. Children Of The Mind

09. Rainbow Bridge

10. Angels (with Broken Hearts)

11. Light Me Up

12. Vasastan (instrumental)

 

Line up:

Joey Tempest – vocals

John Norum – guitars

John Leven – bass

Mic Michaeli – keyboards

Ian Haugland - drums

 

Link:

www.europetheband.com

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