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Live Report PERIPHERY+ Veil of Maya + Good Tiger @ Rock 'N' Roll Arena, Romagnano Sesia (NO) - 12 Dicembre 2015 

Report a cura di Andrea Evolti

 

 

Mathcore metal, Djent metal, technical-metalcore etc. Di definizioni se ne sono inventate molte (spesso a sproposito, a volte rasentanti il ridicolo) per definire il sound delle band che hanno nei Periphery una sorta di apripista; più semplicemente, si tratta di una nuova e geniale forma di progressive-thrash metal. Dopo l’esibizione di sabato 12 Dicembre, Rock 'N' Roll Arena di Romagnano Sesia, si può semplicemente parlare di ‘dannato metal estremo geniale e virtuoso che spacca’: non è il massimo della linguistica, ma è efficace e spazza via tutte le masturbazioni mentali sul talento della band di Washington D.C. Andiamo con ordine, però.

 

In un Rock 'N' Roll Arena gremito e sold-out (o vicinissimo a registrarlo), ad aprire le armoniche ostilità, ci sono i Good Tiger, five-piece britannico che presentala sua ultima fatica ‘A Head Full of Moonlight’. Dediti ad un particolarissimo prog-fusion-metal, dalle forti influenze pop (vocali) e dagli ultimi esperimenti Cynic/Portal (ed anche qualcosa dei Sieges Even di ‘A Sense of Change’), il combo britannico si dimostra musicalmente molto valido ed interessante nel guitar-work ricco di arpeggi fusion, anche se poco coinvolgenti a livello di presenza scenica, cosa che viene sopperita dal frontman Elliot Coleman, ottime doti vocali, non sempre pertinenti al contesto strumentale e con una presenza scenica a volte irritante, tanto da sembrare un componente dei Back Street Boys! Bravi ma poco coinvolgenti.

 

Si cambia artiglieria e registro con i Veil of Maya, il cui impatto sul pubblico è devastante, dato che il quartetto dell’Illinois scaglia in faccia ad un pubblico carico di aspettative, tutta la potenza di un thrash progressivo che affonda i suoi propulsori in Meshuggah, Fear Factory, ma anche Gnostic o Textures. Lukas Magyar è un frontman dal cantato estremamente aggressivo, ricco di harsh, anche se non disdegna le clean-vocal, che rendono l’esibizione del combo autore di ‘Matriarch’ esplosiva e convincente al 100%, con una sessione ritmica da infarto e la 7 corde di Okubo che spiana con il fucile d’assalto e rifinisce ricami assassini con uno sniper-rifle di pregio, anche se i suoni potenti coprono un po’ la sua perfomance. Una band che sa dominare il palco e dare il tutto per tutto, in potenza, talento ed emotività. Pollice in alto: ecco una grande band!

 

 

Il doppio album ‘Jaggernaut: Alpha & Omega’ ha diviso molto l’audience dei Periphery, ma ciò che unisce, critica e pubblico, è la performance di stasera, guidata da un Sotelo alla voce, davvero magistrale, per performance e stage-acting, tanto da generare diversi mosh-pit, alternati a momenti esaltanti ed onirici, come sono spesso ‘Muramasa’ o ‘Ragnarok’, pezzi in cui, grazie a suoni più definiti (anche se, delle volte, si perderà qualcosa delle parti soliste), la complesse, imponenti ma anche aggraziate architetture del combo statunitense, si sono incendiate di quell’energia metal che è la vera natura di una band particolarissima ed esaltante. Mansoor, Holcom e Bowen orchestrano un’opera di riffing e melodie eterogenee davvero splendida, senza mai perdere in energia ed impatto, facendo rendere nella totalità track come ‘Make Total Destroy’ o ‘Alpha’, sempre con Sotelo sugli scudi, pronto ad scegliere dal suo infinito campionario vocale ed emotivo, la voce (o lo spirito) giusto: a volte per consolare, altre per colpire, altre per scatenare la furia interiore).

 

A supportare questo titano che si muove con la grazia di un cigno, c’è la sessione ritmica Getgood/Halpern, ben evidenziata dai suoni, che tesse tele asimmetriche che regalano arazzi di armonia e violenza, scene di un bucolico Ragnarok (appunto) sulle note di ‘Graveless’ o delle conclusive ‘Four Lights’ o ’22 Faces’.

 

Poco da dire: i Periphery sono un gruppo esaltante, a volte difficile nelle sue scelte artistiche, ma sul palco (ed anche giù da questo), hanno evocato il meglio degli spiriti della terra, dell’aria, dell’acqua e del fuoco. Potrebbero chiamarlo Alchemic-metal……ma, alla fine, è metal di livello stellare!