CONDIVIDI

lun

13

mar

2017

Recensione WAKEUPCALL - "If Beethoven Was a Punk"

WAKEUPCALL

If Beethoven Was a Punk

Autoprodotto

Release date: 30 gennaio 2017

 

 

 

A cinque anni di distanza dal primo e fortunato full-lenght “Batteries Are Not Included”, esce il secondo e nuovo album firmato WakeUpCall dal titolo “If Beethoven Was A Punk”.

Il periodo che intercorre tra un lavoro e l'altro ha visto il quartetto capitolino sempre e fortemente attivo, e tra le numerose chicche menzioniamo lo spot pubblicitario “La Scelta Sbagliata” di Iccrea/BBC Banca, la performance live per i 15 anni dell'Hard Rock Cafè di Roma, la collaborazione con la prestigiosa live agency italiana Barley Arts per aprire il concerto dei Red a Milano, e l'investitura del brano “Revolution” divenuto la colonna sonora dello spot sulla Street Art di Roma (Made In Tomorrow).

 

Nel 2014 la line-up vive un doppio rinnovamento con gli arrivi del bassista Badd Tripp e il batterista Antonio Aronne, due cambi che non hanno minimamente intaccato il già noto valore della band, tanto da riuscire a tirare fuori l'encomiabile e già citato “If Beethoven Was A Punk”: un masterpiece particolare e davvero unico nel suo genere.

 

Le nove tracce sono plasmate da una rock opera dove passato e presente diventano una cosa sola, un concept album dove il sound del giovane quartetto si mescola con i compositori della musica classica tra cui naturalmente Beethoven, ma anche Mozart, Hendel e Wagner; il tutto suonato e vissuto in un fumetto, disegnato da Arianna Beffardi, che racconta la storia di Alex e che riesce a tirare fuori la vena artistica attraverso un'esperienza onirica, dove incontra degli anziani musicisti proprio sotto le vesti di storici autori che hanno segnato un'epoca.

 

Una rock opera dove si apprezzano anche le sfumature punk dell'opener “My Last Song” e quelle hip pop nella strofa del singolo e video “Sex Hallelujah”: circa 4 minuti di festosa ariosità arricchiti da un intelligente e qualitativo tocco ruffiano. Un disco che oltremodo non finisce di stupire, in quanto omaggia una composizione rock assai variegata e senza dubbio ben studiata a tavolino: “Twinkle Falling Star” e “Boys Don't Cry” che richiamano i maestri del post-grunge e alternative metal Papa Roach, “Disposable” che ci fa riassaporare lo stile colorato dei Doctor & The Medics e “We Music” che risalta invece un lato più catchy. Non sono da meno l'innica e positiva “Still A Fighter” e l'ottima e articolata ballad “I Feel Nothing”, che ci regala un bellissimo mix tra scorci a sfondo psichedelico e tradizionali atmosfere suggestive. Chiudiamo con gli esemplari e pirotecnici 8 minuti della title-track, che spiccano grazie ad ineccepibili avvicendamenti tra chitarre, tastiere e cambi di tempo, e che risaltano a effetto totale il talento cristallino dei quattro musicisti romani.

 

Partono da queste righe i più sonori complimenti a Tommaso, Oliviero, Antonio e Badd, per averci regalato un'impeccabile trait d'union tra i grandi compositori del passato e i sorprendenti WakeUpCall dei giorni nostri.

 

Ricordiamo che l'album è stato prodotto dalla band stessa, mentre mix e mastering sono stati curati da Maurizio Baggio (The Fire, Vanilla Sky, Pino Scotto) presso lo studio vicentino La Distilleria.

 

 

Recensione di Francesco Cacciatore

 

 

Tracklist

My Last Song

Sex Hallelujah

Twinkle Falling Star

We Music

I Feel Nothing

Disposable

Boys Don't Cry

If Beethoven Was A Punk

Still A Fighter (bonus track)

 

Line up

Tommaso Forni - lead vocals, guitar

Oliviero Forni - lead guitar, background vocals

Badd Tripp - bass, background vocals

Antonio Aronne - drums

 

Link

www.wakeupcallrock.com

www.facebook.com/WakeUpCallrock