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Live Report ROCK MEETS CLASSIC 2017 @ Olympiahalle, Monaco di Baviera (GER) - 2 Aprile 2017

Report a cura di  Fabrizio Tasso

 

Puntuale come un orologio atomico si ripresenta il Rock Meets Classic, splendida kermesse che vede in ogni edizione come protagonisti della storia del rock a livello mondiale. Quest'anno a rendere imperdibile (come del resto in ogni sua   fase) questo appuntamento troviamo: Don Felder (per 25 anni membro degli Eagles), Steve Lukather (Toto), Rick Springfield (come very special guest), Mick Box e Bernie Shaw dei mitici Uriah Heep e, dulcis in fundo, i grandissimi Bob Catley e Tony Clarkin degli storici Magnum. In più non si può non citare la presenza di Alessandro Del Vecchio ai cori (e non solo) a rappresentare in maniera egregia la nostra penisola. La location rimane quella dell'Olympiahalle di Monaco di Baviera, vero e proprio luogo magico per un evento di queste dimensioni.

 

Dopo l'intro affidata alla inossidabile “Rocking All Over The World” degli Status Quo (il tour in effetti è dedicato a Rick Parfitt e a Joh Wetton, che parteciparono all'edizione del 2015) comincia la magia. “Just Like An Arrow” e “On A Storyteller's Night” ci incantano con un Bob Catley strepitoso. Il modo unico di tenere il palco da parte di Bob, che sembra quasi recitare, aggiunge un pathos ulteriore a queste due splendide composizioni. L'arrangiamento orchestrale di “Vigilante” poi impreziosisce a dismisura un pezzo che già di per sé coinvolge con le sue incantevoli melodie. Tony Clarkin è un pochino statico sul palco, ma non meno carismatico e quando la sua chitarra dipinge le note di “When The World Comes Down” il pubblico tedesco gli tributa fragorosi applausi. Si prosegue a mille con i due membri degli Uriah Heep che infiammano subito la venue con una scoppiettante versione di “Easy Living” (e non solo per le fiamme sprigionate dai giochi pirotecnici). Bernie è in piena forma (e sembra avere superato i problemi che lo hanno costretto ad annullare il tour di inizio anno), mentre Mick Box è il solito portento dietro alle sei corde. Maestosa la trasposizione orchestrale di “July Morning” e assolutamente trascinante “Lady In Black” (con la presenza dei coristi in fronte palco), che frutta loro una standing ovation del pubblico.

 

Eravamo curiosi di saggiare la bravura di Rick Springfield on stage e non ne siamo usciti delusi. Il cantante americano (nonché chitarrista e attore, chi se lo ricorda nella serie Californication, dove interpreta se stesso, e in Battlestar Galactica del 1978?) è attivo sin dall'inizio degli anni '70 (1972, per la precisione) e ha al suo arco un ottimo numero di successi. Quello che ha fatto la differenza è stato il suo atteggiamento, sfrontato ed esuberante. La sua tipica vitalità d'oltre oceano lo porta addirittura a farsi una passeggiata sulle sedie in platea prima e sugli spalti dopo, certificando l'assoluta padronanza dei propri mezzi. In più pezzi come “Don't Talk To Strangers”, “Celebrate Youth” e la finale “Jessie's Girl” sono perfetti per essere riproposti in questo contesto, riscuotendo applausi a profusione. Grande prova di Rick Springfield, come sosteniamo sempre gli americani hanno quasi sempre una marcia in più. Nella seconda parte dello show (Springfield ha chiuso la prima e aperto la seconda, con un intermezzo della Mat Sinner Band, che ha eseguito un medley di “Living On A Prayer” e “It's My Life” dei Bon Jovi) aspettavamo con trepidazione l'esibizione di Steve Lukather. Come mai? Il motivo è molto semplice.

 

Dopo la scintillante accoppiata “Child's Anthem/Don't Chain My Heart” viene proposta “Rosanna” dove il nostro Alessandro Del Vecchio partecipa alle lead vocals, duettando in maniera divina con Steve. Da italiano mi sono sentito riempito di orgoglio e immensamente felice per quello che Ale è riuscito a raggiungere dopo tanti anni di onorata carriera. Anche il pubblico teutonico ha dimostrato di gradire, riversando una massiccia dose di acclamazioni. Da incorniciare la versione di “Little Wing” (dedicata a Jeff Porcaro), eseguita con grande trasporto grazie all'inimitabile tocco di Steve. Sempre coinvolgente “Africa”, con il suo finale allungato e immensa “Hold The Line”, chiusa in duetto con Tiffany Kirkland tra l'esplodere di fiammate.

 

Non manca che l'headliner della serata. Le canzoni di Don Felder non hanno certamente la stessa carica di quelle precedenti, ma gli arrangiamenti usati riescono a renderle più rock rispetto alle versione originali. In ogni caso i pezzi proposti fanno parte della storia delle musica ed è un vero piacere assaporare le varie “One Of These Days”, “Live In The Fastlane” e la celeberrima “Hotel California”. Il bis, con tutti gli artisti sul palco, viene affidato all'affascinante “Take It Easy”, che chiude il sipario su questa indimenticabile serata.

 

Il Rock Meets Classic è un'esperienza da fare almeno una volta nella vita, perchè riesce a trasmettere emozioni uniche, non solo per l'orchestra a sostegno della Mat Sinner Band (che vede anche due Primal Fear come Alex Beyrodt e Tom Naumann), ma anche per l'assoluta qualità della produzione. Purtroppo non la vedremo mai in Italia per la mancanza di uno dei requisiti fondamentali per un show come questo, cioè l'affluenza di pubblico. Ci dispiace dirlo, ma in Germania un evento come questo non è frequentato solo dagli amanti del genere, ma per la maggior parte da persone che non ascoltano questo genere musicale e che lo vedono come uno spettacolo interessante e un punto di aggregazione. La verità è che non c'è niente di più lontano dalla tradizione musicale della nostra terra. Ringraziamo quindi Mat Sinner per aver creato e creduto in questo progetto, che speriamo possa durare per molti anni ancora. In più un grazie speciale ad Alessandro Del Vecchio per averci invitato in albergo e averci regalato un bel po' del suo prezioso tempo, permettendoci inoltre di conoscere personalità del calibro di Bob Catley, Mick Box, Steve Lukather.

 

Setlist:

 

--Orchestra---

01. Rocking All Over The World (Status Quo)

 

--Bob Catley & Tony Clarkin---

02. Just Like An Arrow

03. On A Storyteller's Night

04. Vigilante

05. When The World Comes Down

 

--Mick Box & Bernie Shaw---


06. Easy Living

07. Sunrise

08. July Morning

09. Lady In Black

 

--Rick Springfield--

 

10. I've Done Everything For You

11. Don't Talk To Strangers

12. Celebrate Youth

 

intervallo

 

--Mat Sinner Band---

 

13. Living On A Prayer / It's My Life (Orchestra & Band, Bon Jovi)

 

--Rick Springfield---

 

14. Human Touch

15. Love Somebody

16. Jessie's Girl

 

--Steve Lukather---

 

17. Child's Anthem/Don't Chain My Heart

18. Rosanna

19. Little Wing (Jimi Hendrix)

20. Africa

21. Hold The Line

 

--Don Felder---

22. Already Gone

23. One Of These Days

24. Heartache Tonight

25. Live In The Fastlane

26. Hotel California

 

Finale

27. Take It Easy

 

Band

Don Felder  Voce/Chitarra

Steve Lukather Voce/Chitarra

Rick Sringfield – Voce/Chitarra

Bernie Shaw – Voce

Bob Catley – Voce

Mick Box – Chitarra

Tony Clarkin - Chitarra

Mat Sinner – Basso

Tom Naumann – Chitarra

Jimmy Kresic – Tastiere

Moritz Muller – Batteria

Alex Beyrodt – Chitarra

Cristal X – coro

Kolinda Brozovic – coro

Tiffany Kirkland – coro

Sascha Krebs - coro

Alessandro Del Vecchio - coro