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Pubblicato il 24 febbraio 2017

Live Report GOTTHARD + Pretty Maids @Alcatraz, Milano - 22 Febbraio 2017

Report e foto a cura di Fabrizio Tasso

Accoppiata vincente quella che si è presentata al mitico Alcatraz di Milano nella serata di mercoledì 22 febbraio. Partiamo dagli svizzeri Gotthard che festeggiano il loro venticinquesimo anno di attività. La band di Leo Leoni è sempre stata particolarmente apprezzata nella nostra penisola e forte di un nuovo album di squisita fattura (“Silver”, uscito a Gennaio) ci ha presentato un gruppo in perfetto spolvero e con ancora molte frecce al suo arco.

 

In più l'opening act rappresentato dai danesi Pretty Maids alza sicuramente il livello qualitativo della serata, grazie alla loro attitudine live già ampiamente dimostrata ai tempi del primo Frontiers Rock Festival. Anche loro hanno da poco dato alle stampe un fantastico nuovo cd (“Kingmaker”) e, vista la reazione del pubblico, molti aspettavano con trepidazione di poter riabbracciare il combo di Ronnie Atkins, Ken Hammer e compagni. In anticipo sull'orario dell'evento (magari bisognerebbe tener conto che le 19 e 35 è un orario infausto per chi deve raggiungere la venue, sia che venga da Milano che da fuori) i Pretty Maids danno inizio al loro show.

Purtroppo la prima cosa che è impossibile non notare è la voce del buon Ronnie. Gli strascichi di un brutta influenza si manifestano in maniera evidente, minando sensibilmente la sua prestazione. Per fortuna il grande carisma del cantante danese sopperisce in larga parte a questo deficit vocale, rendendo comunque lo spettacolo estremamente godibile. Il resto della band poi lo supporta in maniera egregia. René Shades (basso) è incontenibile, Chris Laney si districa in maniera agevole alle tastiere e alla chitarra, Allan Tschicaja è il solito metronomo, mentre lo storico Ken Hammer ci delizia con i suoi riff immortali. La scaletta punta in parte sull'ultimo “Kingmaker”, con una versione di “Bull's Eye” tiratissima, e sulle origini della band. Le finali “Back To Back”, “Red, Hot And Heavy”, “Love Games” e “Future World” mettono a dura prova le coronarie dei die hard fans dei Pretty Maids, mostrandoci una band in piena forma. Peccato per i problemi accusati da Ronnie Atkins, perchè altrimenti il loro show sarebbe stato da 10 e lode. Il biondo singer ha comunque dato il massimo e si è meritato i numerosi applausi che gli sono stati tributati.

Set list:

1. Mother Of All Lies, 2. Kingmaker, 3. Face The World, 4. Rodeo, 5. I.N.V.U.,6. Bull's Eye,

7. Little Drops Of Heaven, 8. Back To Back, 9. Red, Hot And Heavy, 10. Love Games, 11. Future World

 

 

Come già detto, i Gotthard festeggiano il 5 lustri di carriera e lo fanno nella maniera migliore che conoscono, sfoderando una prestazione stellare. L'unica novità è la sostituzione di Hena Habegger dietro i tamburi (a causa di problemi di salute) da parte di Dani Loble (attuale batterista degli Helloween), per il resto rimangono la simpatia e bravura di Leo Leoni alla chitarra, la classe di Freddy Scherer alla seconda sei corde, l'esuberanza di Marc Lynn al basso, la maestria di Ernesto Ghezzi alle tastiere e infine l'ottima presenza scenica (nonché spettacolare voce) di Nic Maeder. Proprio quest'ultimo nel corso degli anni ha acquisito sempre più dimestichezza, amalgamandosi alla perfezione nella line-up dei Gotthard. La set list in più ricalca fedelmente la storia della band svizzera, tenendo un occhio di riguardo per il loro ultimo (ottimo) full lenght.

 

L'iniziale “Silver River” dà fuoco alle polveri e da qui in poi sarà una emozionante cavalcata, dove il pathos e l'adrenalina si mischieranno creando un connubio di rara bellezza. “Hush”, il nuovo singolo “Stay With Me”, la dolce “Remenber It's Me” e la “ruffiana” “Sister Moon” riscaldano a dovere l'Alcatraz, mettendo in luce tutte le grandi qualità dei musicisti. Ottimo il set acustico che spezza il concerto, facendo divenire protagonista il pubblico, ora libero di cantare le canzoni con i propri idoli. “One Life One Soul” e “ Heaven” causano la pelle d'oca a ben più di uno dei partecipanti. Si risalta in sella con “Miss Me” (dove Nic concede un ballo ad una bella ragazza salita sul palco), con una versione pesantissima di “Firedance”, con l'accoppiata al cardiopalma “Top Of The World/Lift U Up” prima che Dani Loble possa finalmente dare sfogo a tutta la sua potenza repressa in un tellurico drum solo (tra l'altro è pure il suo compleanno e verrà festeggiato a torte in faccia nei saluti finali).

 

Nei bis, il medley che ha come inizio la mitica “Standing In The Light” ci regala le ultime fiammate, prima che “Anytime Anywhere” ponga fine a quasi due ore di pura goduria. I Gotthard dall'alto della loro classe anno dimostrato ancora una volta cosa vuol dire fare musica col cuore, se Steve li stava guardando dal cielo certamente ne sarà stato contento!

 

Set list:

1. Silver River, 2. Electrified, 3. Hush, 4. Stay With Me, 5. Mountain Mama, 6. Remenber It's Me

7. Feel What I Feel, 8. Bass solo/Sister Moon, 9. What You Get, 10. One Life One Soul (acoustic), 11. Let It Be (acoustic), 12. Angel (acoustic), 13. Heaven (acoustic), 14. Miss Me,

15. Firedance, 16. Guitar solo/Top Of The World, 17. Lift U Up, 18. Drum Solo

 bis medley

19. Standing In The Light, 20. Come Togheter, 21. All We Are

bis 2

22. Anytime Anywhere

 

Pretty Maids