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24 marzo 2017

Recensione ANDEAD - "IV The Underdogs"

RATING: 4/5
RATING: 4/5

ANDEAD 

IV The Underdogs

Rude Records

Release date: 24 marzo 2017

 

 

 

“Underdogs” è un termine che indica un gruppo o una squadra perdente in partenza, così dice wikipedia. Insomma i perdenti, quelli su cui nessuno scommette, quelli che “ma cosa credono di fare”. Bene, proprio a causa di queste persone nacque il Punk, almeno così era considerato chi abbracciò questo stile di vita quando il movimento culturale e musicale nacque. Il Punk è rompere gli schemi, fregarsene delle mode, crearne una propria, non omologarsi ecc. ecc. ( cose che sapete tutti ). La musica che prende il suo nome rispecchia tutto questo, rivoluzionaria alla nascita, molto più mainstream adesso ma, fortunatamente, non sempre ben accetta.

 

Premessa doverosa per parlare del quarto album degli Italiani ANDEAD, gruppo milanese, abbastanza conosciuto nella scena, non sempre apprezzato dalla stessa. Dopo il primo disco del 2009, un po’ acerbo ma sincero,  che abbracciava diversi stili, hanno edito altri due lavori con alti e bassi nella qualità per arrivare a questo album dove hanno ritrovato la rabbia ed i suoni che hanno portato i componenti a fare musica. Da qualche parte lessi : "Se nasci Punk, muori Punk” , sono d’accordo e penso lo siano anche gli ANDEAD . Finalmente si sente un bel tiro in tutte le canzoni, testi impegnati contro la guerra, contro i nemici falsi, per chi lotta ogni giorno nella vita, per chi chiede una seconda occasione.

 

Quattordici brani per trentaquattro minuti, a conferma che non serve fare canzoni lunghe per dire quello che si pensa, questo fa parte della filosofia Punk. Un disco sincero, il suono che troverete in questo quarto lavoro è Punk, altre definizioni non ne trovo, paragoni con gruppi “importanti” non stenterete a trovarli fino dal primo ascolto. Già dal singolo “I See These Bombs”, dove si sentono influenze di gruppi street punk come gli Street Dogs, si intuiva quella che sarebbe stata la direzione di "IV The Underdogs”, confermata in seguito in tutte le altre tracce. Non riesco a trovare pezzi da mettere sul podio o considerare meglio di altri. Il tutto è arrangiato in modo che la rabbia si senta sia nella voce, in questo caso volutamente graffiante, sia nelle chitarre distorte al punto giusto, e in una ritrovata sezione ritmica che accompagna in modo egregio ed a volte diventa leader, vedi “Never Givin' Up”.

 

Di perdente non c'è nulla in questo lavoro, si sente la tanta voglia di dire la propria usando quello che sanno fare meglio: suonare la musica che amano. Consiglio di procurarsi il supporto fisico che contiene il booklet con i testi. Se proprio uno deve scegliere direi che “Hoax” e la Ramonesiana “She Don’t Care”, "Even If” con un bel riff e “Sober”  fanno alzare il volume. Il tutto si chiude con un una splendida “True Sound Of Liberty”, davvero un gran pezzo. il disco esce su Rude Records ed è autoprodotto. Lo trovate anche su Spotify. Lavoro dal “respiro internazionale”, come dicono gli esperti .

Recensione a cura di Luca Casella

 

 

Tracklist:

I See These Bombs

Even If

Not Givin' Up

For the Underdogs

Too Young to Die

Revolution Fail

Hoax

Last Summer

Involution

Oh Baby

She Don't Care

Sober

One More Chance

True Sound of Liberty

 

Line Up:

Andrea Rock - Voce/Chitarra

Gianluca Veronal - Chitarra/Cori

Joe La Jena (Giol Aiena) - Basso

Casio (Alberto Casiraghi) - Batteria

 

Link:

www.facebook.com/AndeadOfficial

twitter.com/andeadofficial

www.instagram.com/explore/tags/andead