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Pubblicato il 1 Febbraio 2017

SABATON: video interview with Hannes Van Dahl

Can people learn not to fall back into the same mistakes and repeat the same things we had partly forgotten or that we wanted to ignore back in the days? The answer is now given with "The Last Stand", the latest Sabaton record. A couple of years after later the release of Heroes (2014), the defenders of the Scandinavian metal burst on the scene once again with a brand new album that, partly, tells us stories we didn't fully know about. The heroes of the combative heavy metal music came back to Italy with a new live show, together with the rising stars of the Swedish metal panorama, Twilight Force, and a band that went down in history, Accept. On the occasion of the only Italian show that took place in Trezzo sull'Adda (Live Music Club), Rock Rebel Magazine had a chat with the blond drummer of the band, Hannes Van Dahl, a great man who is soon becoming a dad. He was a funny guy to talk to and he gave us some really interesting news about this latest record.

 

Interview by  Arianna Govoni

Intervista a Hannes Van Dahl (Sabaton)

Intervista a cura di Arianna Govoni

 

Può l'uomo trarre insegnamenti per non ricadere negli stessi errori e ripetere ciò che, in parte, abbiamo dimenticato o, forse, abbiamo voluto ignorare in passato? La risposta ci viene fornita con "The Last Stand", l'ultima fatica discografica targata Sabaton. A distanza di un paio di anni dall'ultima pubblicazione ("Heroes", 2014), i paladini del metal scandinavo irrompono nuovamente nella scena musicale con un nuovo album che, in parte, ci ripropone nuove battaglie e ci racconta storie di cui non si era completamente a conoscenza. Gli eroi del metal battagliero tornano a far visita al bel paese con un nuovo appuntamento dal vivo, accompagnati da niente di meno che i nuovi nastri nascenti del metal svedese, i Twilight Force, e da coloro che, invece, hanno fatto la storia del genere, gli Accept. In occasione dell'unica data italiana tenutasi al Live Club di Trezzo sull'Adda, Rock Rebel Magazine ha scambiato una piacevolissima chiacchierata con il biondissimo batterista della band, Hannes Van Dahl, futuro neogenitore e simpatico interlocutore che, in questa esclusiva intervista, ci ha snocciolato qualche piccola chicca correlata a quest'ultimo disco.

 

Ciao Hannes e benvenuto sulle pagine di RRM. Come stai?

Oh, jag mar bra (sto bene). Ho un po’ di otite ed è per questo che ad ogni domanda, rispondo con un “Oh?”. Tralasciando questo, il mio orecchio destro sta piuttosto bene, va bene. Siamo in tour con i leggendari Accept, una band grandiosa, e i Twilight Force. Questa sera siamo qui a Milano, in Italia, per portare un po’ di tempesta.

 

Ok, spezziamo subito la tensione! Il vostro nuovo tour europeo è iniziato da pochissimi giorni. Come stanno andando le cose?

Sì. È iniziato un paio di settimane fa. Finora è andato tutto liscio. Abbiamo queste due grandissime band in questo tour e per noi è un grandissimo onore. Io stesso sono un grandissimo fan degli Accept, lo sono sempre stato, tutte le sere vado là fuori e mi guardo lo show di questa band. Hanno delle canzoni bellissime ed è fantastico perché ti dà la carica per fare il tuo concerto. Le prime tre o quattro settimane si parte spediti come treni, ci sono grandi band, le serate sono favolose, ci divertiamo tantissimo.

 

Il vostro ultimo disco, “The Last Stand”, è uscito ad agosto. A distanza di così tanti mesi, quale tipo di valutazione ti sentiresti di fare? Il disco è stato accolto bene? Durante la mia ultima chiacchierata con Joakim e Park, ricordo che lo stesso Joakim disse che alcuni vostri fan non accolsero bene i primi due singoli, “The Last Stand” e “Blood Of Bannockburn”, ma si sa, le critiche sono sempre dietro l’angolo…

Credo che valga lo stesso discorso anche per noi, perché quando realizzi un album e ti trovi così tanto coinvolto alla fine del processo di registrazione, ti ritrovi ad essere così tanto concentrato e assorbito su tante cose, come il mastering e missaggio ed è difficile ascoltare la tua musica in maniera obiettiva… quindi quello che io faccio è preordinarmi una copia del disco, l’ho sempre fatto per quel che riguardano tutti i dischi nei quali ho suonato, preordino, pago e aspetto che mi venga recapitato nella buchetta della posta il giorno stesso della pubblicazione, sempre che io sia a casa… Una volta recapitato, lo metto nel lettore CD e lo ascolto, in modo da poter avere il tempo adeguato per poter percepire i dettagli e poter goderti a pieno la musica con un approccio diverso rispetto all’ascolto di un album degli Accept o dei Twilight Force o, ancora, degli Iron Maiden o quel che sia. Ad ogni modo, un paio di mesi più tardi ho apprezzato il disco e sono molto orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato. Credo che sia un prodotto abbastanza interessante, sia sotto il punto di vista musicale, che a livello di storia, di tematiche, dato che fondamentalmente abbiamo coperto circa 2000 anni di storia. Si parte da Sparta e si arriva alla guerra dell’Afghanistan del 1998. Io credo che, quando si pubblichi un disco, un sacco di persone pensano che l’album precedente fosse il migliore, ma dopo sei mesi l’ultimo lavoro diventa il loro preferito di sempre. Io rimango quello di sempre, mi autoimpongo di ascoltare sempre musica nuova, per cui accomodatevi, date all’album una possibilità e fatelo almeno un paio di volte, prima di decidere definitivamente. 

 

Questa è una cosa curiosa che mi ha colpita non appena ho ascoltato “The Lost Battalion”. In sede di intervista, Joakim ha più volte affermato che le effettive parti di batteria o quelle che si pensava fossero di batteria, in realtà sono suoni provenienti da una 9 mm! Cosa ci puoi dire a riguardo? Inoltre, come verranno riproposte quelle parti in sede live?

Gran bella domanda, mi son dimenticato di risponderti a quella precedente riguardo ai due singoli… Credo che questo sia stato il nostro jolly, poiché si tratta di un brano molto diverso e credo che quando la gente si ritrovi ad ascoltare qualcosa di differente, la reazione sia “Woah, un cambiamento. È strano! Che cavolo sta succedendo?”. Credo che alla gente piaccia molto la roba tradizionale, ma penso che sia altrettanto giusto quando noi, in quanto band, ci mettiamo alla prova, è una cosa che dobbiamo fare. Questo pezzo, “The Lost Battalion”, è un brano che presenta dei sample digitali, ovvero degli spari di una baionetta e se ci pensi, è un’idea piuttosto ridicola, ma alla fine si è trasformata in qualcosa di interessante. Si tratta di un vero colpo di tamburo, quando devo suonarlo faccio affidamento a questo pad della Yamaha chiamato TDX, è un vero pad digitale dove metti tutti questi campionamenti, che possono essere degli spari o dei rumori provenienti da una baionetta o qualsiasi altra cosa tu voglia inserire e quando tu batti un colpo sul pad, partono i suoni. Ecco quanto!

 

Questo è il segreto!

Esatto, ecco il segreto!

 

Questo, e in parte mi dispiace ammetterlo, è stato certamente e forse inaspettatamente l’ultimo disco che vanta la presenza di ThobbeEnglund che recentemente ha annunciato la sua dipartita. Se non sbaglio è avvenuta qualche giorno dopo la vostra esibizione a Roma. Come mai questa decisione improvvisa? Che cosa lo ha spinto ad abbandonare la band, visto l’affiatamento che si era creato in questi anni?

Sì, esattamente! Sai, lui era, anzi è uno dei miei migliori amici, nonché uno dei musicisti che apprezzo di più. Questo uomo è esattamente quel che sembra.Credo che abbia detto la verità quando scrisse quel comunicato, è esattamente quello che ci riferì in privato, per cui la decisione è stata solo ed esclusivamente sua. Io penso che abbia voluto mantenere la sua linea di pensiero, essere coerente e anche se ai tempi non avevo capito, credo che sia stata la scelta migliore per lui. Doveva prendersi cura di se stesso e quando senti che qualcosa non va per il verso giusto, arrivi al punto di fare qualcosa di diverso, di cambiare. L’unica cosa costante nella vita è il cambiamento.

 

Beh, la vita va avanti…

Ovviamente. La sua band, ThobbeEnglund, spacca i sederi, penso che abbia appena pubblicato il suo disco…

 

Sapevo che Thobbe era stato nominato per lo Sweden Rock Festival!

Sì, sono più che contento per lui. Ogni tanto capita di sentirsi e di fare il punto della situazione sulle rispettive cose. Non posso che augurargli tutto il meglio, non vedo l’ora di rivedere di nuovo questo pazzo!

 

Cosa puoi dirci, invece, di Tommy Johansson? Come è stato accolto dalla vostra fanbase?

Sia Joakim che Par conoscono questo ragazzo da qualche anno, per cui sono stati loro a raccomandarlo fortemente. Sia io che Chris siamo stati ben accetti al suo ingresso, è arrivato ed ha portato nuovo sangue, nuova linfa. Ovviamente è sempre difficile perdere un membro della band, è una cosa importante, soprattutto quando non si tratta di una decisione presa da te… ma Tommy è un gran bravo ragazzo. Ha una mentalità molto fresca, è un bravissimo chitarrista, cantante, pianista…è molto strumentale e giovane per il suo modo di essere, per la sua vitalità!

 

Penso che si possa percepire tutto questo anche solamente guardando qualche video live. È molto energico il ragazzo!

Sì, è vero! Si adatta molto alla band, sono contento di averlo tra noi, sta facendo un ottimo lavoro e credo che sia stato ben accolto da tutti i fan sparsi per il mondo e penso che dovrebbe essere così!

 

Oggi ci troviamo a Trezzo sull’Adda presso il Live Club. È un locale nel quale non avete mai suonato prima d’ora. Stasera condividerete lo stesso palco con i Twilight Force e gli Accept. In merito a quest’ultima, storica band, molti dei vostri fan hanno trovato inopportuna o forse semplicemente curiosa la scelta di mettere gli Accept come supportact anziché come headliner. Vorrei chiederti, cosa risponderesti a queste critiche mosse dai fan?

Penso che tu l’abbia già detto! Io non vedo affatto la cosa suddivisa in prima band d’apertura, secondo gruppo spalla ed headliner. Non la vedo proprio così, la vedo piuttosto come un’ottima serata che offre musica grandiosa. Noi stessi non prendiamo mai dei supporter, se volete vederla così, che non rientrino nei nostri gusti, vogliamo avere dalla nostra parte delle band valide o gruppi d’apertura o ospiti speciali per far sì che la serata sia il più interessante possibile per i fan che vorrebbero avere più musica possibile. Un altro fattore da tenere in considerazione è che tutti quanti noi siamo fan degli Accept, lo siamo da sempre, io stesso lo sono da una vita, per cui ogni volta che vado là fuori a vedere la band suonare queste bellissime canzoni, vedo che la band suona sempre meglio. Sono favolosi e spaccano i sederi tutte le sere, per cui a quel paese questa cosa correlata agli headliner o a qualsiasi altra cosa! Non mi interessa se siamo noi ad iniziare, se siamo noi a dover suonare dalle 19 alle 19.30. Spaccheremo ugualmente i sederi o così spererei! Ad ogni modo, si parla di una grandiosa serata con tre bellissime band e avere dei gruppi così straordinari che suonano prima del tuo set permette a tutti quanti noi di dare la resa migliore, è un fattore scatenante che ci permette di avanzare di livello!

 

E a proposito di live, vorrei chiederti qualcosa in merito alla setlist. Ovviamente, per dover di cronaca, la scaletta presenterà qualche nuovo brano tratto da “The Last Stand”, ma nel complesso sarà dinamica o riserverete qualche chicca inaspettata o addirittura scelta dal pubblico in diretta?

È una scaletta, per cui… Sì, è una gran bella scaletta, io stesso mi diverto moltissimo a suonare i brani che la compongono, ma spesso si arriva al solito problema. Abbiamo molti album alle spalle e bisogna cercare di ripescare alcuni brani da tutti i dischi, per cui sarebbe pressoché impossibile fare felici tutti quanti. È per questo che cerchiamo di andare in tour il più possibile, in modo da poter offrire ogni volta una scaletta diversa. Io sono molto contento della scaletta e spero che anche la gente possa esserlo. Se non ne siete contenti, fatecelo sapere! Noi siamo qui per suonare musica per voi, non per noi stessi!

 

Ovviamente non posso non chiederti di Audie e Walter. Nel tour a supporto di “Heroes” avevate portato con voi una scenografia imponente che vantava la presenza di un grosso carro armato. Per questo nuovo tour addirittura ne avete portati due. Come mai questa scelta?

Oh, posso dirti quello che vuoi! Audie è qui con noi questa sera, la mia carissima “Audie il carro armato”. Walter è andato in vacanza, sta avendo le sue vacanze invernali, sta tentando di recuperare un po’ di energia e credo che rientrerà in questo piccolo valigiotto, sorvolerà gli oceani, forse! Stanno bene, ogni tanto necessitano di un po’ di manutenzione, Walter aveva bisogno specificamente di una vacanza prima di intraprendere questo tour.

 

In attesa di vedervi sul palco tra poche ore, ti e vi auguro tutto il meglio. Come la tradizione vuole, ti invito, se ti va, a condividere le parole finali con chiunque avrà modo di vedere questa video intervista!

Sì. Italia, Italiani, siete persone folli, grazie per tenerci qua ripetutamente. Ogni volta che veniamo qua ci divertiamo un sacco. Spero di vedervi tutti quanti questa sera, così come spero di rivedervi la prossima volta che torneremo qui. Mille grazie per tutti i bei momenti e il divertimento. Spero di vedervi presto!