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2014

Live Report ANVIL + Scene X Dream + Burning Black @ Circolo Colony, Brescia - 19 Dicembre 2014 

Report a cura di Andrea Evolti




Foto a cura di Marita Mirabella
Foto a cura di Marita Mirabella

Le leggende della musica sono tali perchè basta, delle volte, la loro semplice presenza per appagare lo spettatore. Gli ANVIL, però, sono di un'altra pasta, perchè alla forma offrono, dopo tutti questi anni, anche la sostanza...sempre.



Ad aprire la serata, al Colony di Brescia, ci pensano i nostrani Burning Black, quintetto dedito ad una mistura molto gradevole di heavy classico, un po' di speed americano ed anche una robusta dose di hard/rock. La band suona bene i brani che provengono, soprattutto, dal loro ultimo lavoro 'Remission of Sin' ed appare anche abbastanza sicura sul palco, grazie alla buona prova del singer dall'ugola affilata di Dan Ainlay, per 45 minuti di classico hard&heavy.

Foto a cura di Marita Mirabella
Foto a cura di Marita Mirabella

I tesori maggiori li trovi, il più delle volte, per caso, inciampandoci sopra. E proprio in questa serata siamo inciampati sul gioiello tedesco dei Scene X Dream, un four-piece dotato di musicisti incredibili, che si produce in una miscela personalissima di power/prog influenzato da Savatage, Sieges Even, Vicious Rumors e Van Halen. L'impasto è eterogeneo ma il chitarrista Andy Lorz, talento puro di tecnica e gusto, tiene le redini delle track articolate, piene di sfumature ma meravigliosamente melodiche e catchy, supportato da una splendida sessione ritmica dove spicca il pulsare fluido del basso di Stefan Fleischer e dove emerge la voce potente e ricca di capacità tecniche ed espressive del singer Andy Sommer. Sconvolge la loro incredibile bravura, il gusto e la personalità delle loro track, quanto il fatto che dal 1989 abbiano composto solo due album (ma è in arrivo il terzo). Poco da dire, se non concerto stellare e scoperta di altissimo valore.

Foto a cura di Marita Mirabella
Foto a cura di Marita Mirabella

Dicevamo che, quando hai personalità, come musicista ti viene perdonato e concesso molto. Gli ANVIL, però, da coriacei metalhead dei primi anni '80 della scena canadese, offrono sostanza e non solo confezioni: anzi! Guidati dal volto più divertente ed espressivo della scena metal mondiale, che risponde al nome di Steve 'Lips' Kudlow, le leggende canadesi del primo heavy/speed, creano subito un feeling incredibile con il pubblico del club bresciano: pertanto, spinti del grandissimo motore umano, Rob Reiner, il three-piece di Toronto scuote i presenti con pezzi sia nuovi che classici del loro sterminato repertorio, come 'March of the Crabs', '666' o la title-track del loro ultimo lavoro, 'Hope in Hell'. Il nerbo sonoro del classico, ruvido ed 'elettrico' heavy metal nordamericano con le radici ben affondate nelle terre inglesi del NWOBHM, va dritto al cuore ed allo stomaco, anche se la chitarra di Kudlow ha un suono forse troppo secco e scarico che solo verso il finale riuscirà a prendere maggior corposità. Poco importa, però: il frontman canadese suona nella consueta maniera viscerale e crunchy, dal sapore di vecchi macchinari elettrici, per brani come 'Swing Thing', con il tellurico solo di Reiner, la spina dorsale della band, con una prestazione tutta cuore e talento, per pezzi chen ti spiegano la bellezza dell'essenzialità metal, come 'Eat your Words'. La cartavetrosa voce di Steve 'Lips' ci porta verso i classici della band, come 'Metal on Metal', non prima del solo di basso della new-entry Chris Robertson e della dimostrazione, proprio da parte di Kudlow, che una chitarra può essere usata come microfono e che gli oggetti hanno molte funzioni, spesso lontane dall'uso standard: così, sul finale, prima della conclusiva 'Running', il chitarrista canadese decide che se van Halen può suonare la chitarra con trapano, lui può farlo con un dildo! Si può dire altro? No, se non che questi sono gli Anvil, che ci ricordano che la grandezza del metal è la sua autoironia. Come l'acciaio, inossidabili.