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Recensione HUNGRYHEART - "Dirty Italian Job"

HUNGRYHEART

Dirty Italian Job

Tanzan Music

Release date: 29 giugno 2015

 

 

 

'Tre sta a “Dirty Italian Job” come perfetto sta ad Hungryheart': una più che matematica certezza per la band di Lodi, i HUNGRYHEARTche si relaziona con esatta proporzione per merito del terzo lavoro ricco del più esemplare hard rock melodico.

Un risultato che deriva non solo da un eccellente mix tra qualità compositive e musicali (già godibili nell'omonimo debut album e nel successivo “One Ticket To Paradise”), ma anche da un livello di ulteriore maturità raggiunto grazie a collaborazioni e performance live condivise con artisti del calibro di Bobby Kimball, Vinny Appice, Issa, Kelly Keeling e House of Lords tanto per citare alcuni tra i nomi più prestigiosi.

 

 

E adesso chiudiamo gli occhi, accomodiamoci sul tappeto volante targato Hungryheart, ripetiamo con magica leggerezza “Dirty Italian Job” e apprestiamoci a piroettare nel garbo eighties delle sue dodici tracce: la precedenza è tutta per il rock e le sue svariate e accese tinte, che si illuminano col frizzante sleaze di “There Is A Reason For Everything” e “Rock Steady”, lo sfondo ammaliante di “Back To The Real Life” e il profondo respiro della mid tempo “Second Hand Love”, che vede i fondatori della band Josh Zighetti e Mario Percudani (nonché frontman e chitarrista) in un duetto assai intrigante.

 

L'eco aoreggiante risuona ancora più forte nel pokerissimo formato dal brioso singolo e videoclip “Shoreline”, dall'altrettanto brillante “All Over Again” e dalle corpose ballad “You Can Run” e “Nothing But You”, senza dimenticare che pure in quest'ultima si bissa l'ottimo quanto gradito duetto vocale. Anche le rimanenti tracce hanno un eccellente savoir-faire, basta ascoltare il blues di “Devil's Got My Number” e “Time For The Letting Go” per goderne l'irresistibile fascino, come nella personale cover di Eric Clapton “Bad Love” e nel sound caliente di “Right Now”: un ritratto a 360 gradi del proprio paese natale al quale è altresì dedicato l'accattivante titolo dell'album.

 

Sembra quasi una banalità dire che ci troviamo dinanzi a un masterpiece di ineccepibile maestria, ma vi assicuriamo che si tratta di una grande, trasparente e paradisiaca verità attraverso la quale il quartetto lombardo ci omaggia (rimanendo in ambito puramente autodiscografico) di un ticket to paradise a senso unico.

 

In coda vale indubbiamente la pena sottolineare che il disco è stato prodotto dall'inesauribile Percudani che, affiancato da Daniele Mandelli, si è occupato anche della registrazione e del mixing presso il Tanzan Music Studio di Lodi; mentre la masterizzazione è stato curata dal senior engineer Brad Vance (Foreigner, Mr. Big, Ritchie Blackmore) al Red Mastering Studio in California.

 

 

Recensione di Francesco Cacciatore

 

 

Tracklist

There Is A Reason For Everything

Back To The Real Life

Shoreline

Nothing But You

Devil's Got My Number

Bad Love (Eric Clapton's cover)

Second Hand Love

Time For The Letting Go

Right Now

You Can Run (original version)

Rock Steady

All Over Again

 

Line up

Josh Zighetti - lead and backing vocals

Mario Percudani - guitars and backing vocals - (lead vocals on song 4 and 7)

Stefano “Skool” Scola - bass

Paolo Botteschi - drums


Link

www.facebook.com/hungryheartband

youtube.com/hungryheartband

www.tanzanmusic.com