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Recensione NILE - What Should Not Be Unearthed

NILE

What Should Not Be Unearthed

Nuclear Blast Records

Data Pubblicazione: 28 Agosto 2015

 

 

 

Si riaprono le tombe degli antichi faraoni dell'Egitto, ad opera dell'archeologo del death metal Karl Sanders e dei suoi compagni di spedizione, NILE, nelle catacombe dell'animo umano, e quello che ci si trova davanti è "What Should Not Be Unearthed", un disco che ci sorprende e destabilizza piacevolmente senza, per questo, rinnegare o cancellare le grandiose peculiarità che hanno reso unica la formazione di Greenville.

 

 

Il primo capitolo 'Call of Destruction' ci presenta la formazione della Carolina del Sud in assoluta forma e con una marcia in più sotto il profilo dell'assalto frontale: attenzione, però! Non stiamo dicendo che i Nile si siano messi a fare brutal-death diretto e lineare! La profonda strutturazione, gli intricati passaggi ed il flavor esoterico delle composizioni rimane, ma viene rinfrescato da un approccio più veloce, dinamico e da uno snellimento della durata dei singoli brani, cosa che si concretizza maggiormente con 'Negating the Abominable Coils of Apep', dove la distruttiva e sublime furia del drumming di Kollias fornisce un propulsore più veloce alle strutture più fluide e veloci di Sanders e Toller-Wade (nelle registrazioni, esecutori, entrambi, delle parti di basso), che richiamano molto all'impasto sonoro che avevano i Morbid Angel in 'Covenant', per l'oscurità e 'Domination' per l'agilità e l'equilibrio fra le parti. Dimostrazione di questo è anche il pezzo 'Rape of the Black Earth', conciso, veloce e praticamente privo di assolo. Ma non facciamoci ingannare. Le possenti, megalitiche e catacombali strutture del quartetto nord americano, impreziosite dai classici assoli virtuosi ed evocativi dal sapore orientaleggiante, sono sempre ben presenti, basti ascoltare 'In the Name of Amun' o la maestosa e conclusiva 'To Walk Forth the Flames of Unscathed'.


In questo disco, però, l'aspetto atmosferico e della pesantezza appare più diluito, o meglio, dinamicizzato da un approccio meno concentrato sul senso di asfissia e oscura claustrofobia e più rivolto a dare incisività alle superbe narrazioni solistiche e compositive della coppia Sanders/Toler-Wade: gli scribi non hanno smesso di eternare con i loro geroglifici le gesta degli antichi faraoni. Hanno solo meglio delineato i contorni ed asciugato in tratto con cui incidono. Anche la voce di Sanders pare meno catacombale e più graffiante. 'Evil to Cast Out Evil' sembra, con la title-track, la summa di questa nuova fatica dei Nile, dove si avverte maggiormente questa tensione verso il dinamismo, cercando un death elaborato, tecnico, oscuro ma non così ossessivo, come nella tradizione del four-piece americano. Nel complesso si apprezzano, e non poco, queste novità, dato che non vanno ad intaccare la personalità della band, ma è lecito domandarsi se piaceranno a tutti i vecchi fan: in questi casi non si può dire che questa evoluzione, in cui lo spettro esoterico dei Morbid Angel compare in maniera discretamente palese, sia negativa in qualche aspetto.


La domanda va posta, piuttosto, sul gusto di chi ascolterà l'album. Personalmente, questo nuovo lavoro incontra la mia approvazione, proprio perché rinnova e fa risplendere le caratteristiche della band senza costringerla ad abbandonarle o mitigarle; in sostanza, senza farla scendere a compromessi. I tormenti e le gesta delle mummie dei faraoni sono sempre oscure ed affascinanti ma, adesso, queste stesse mummie non sono ferme nelle loro polverose piramidi, al lume delle fiamme oleose: sono uscite, per lanciarsi alla conquista delle sabbie del deserto e del regno degli umani. Una sinfonica tempesta di sabbia.

 

 

Andrea Evolti

 

 

Tracking List:

01. Call To Destruction

02. Negating The Abominable Coils Of Apep

03. Liber Stellae Rubeae

04. In The Name Of Amun

05. What Should Not Be Unearthed

06. Evil To Cast Out Evil

07. Age Of Famine

08. Ushabti Reanimator

09. Rape Of The Black Earth

10. To Walk Forth From Flames Unscathed

 

Line-up:

Registrazione:

Karl Sanders - Guitars, Bass, Vocals

Dallas Toler-Wade - Guitars, Bass, Vocals

George Kollias - Drums

 

Ufficiale:

Karl Sanders -Guitars, Bass, Vocals, Keyboards, Bağlama, Saz, Bouzouki 

Dallas Toler-Wade - Guitars, Bass, Vocals

George Kollias - Drums, Percussion

Brad Parris - Bass, Vocals

 

Link:

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